
Il Tribunale penale federale (TPF) ha condannato oggi un finanziere zurighese di 53 anni a 7800 franchi di multa per reati insider commessi in relazione alla fusione tra i giganti del cemento Lafarge e Holcim. Per altri cinque imputati la corte ha deciso il proscioglimento. Il giudizio non è definitivo. La procura accusava il finanziere di aver investito in azioni e derivati, tra il gennaio 2013 e l'aprile 2014, speculando su sei "vicende" riguardanti il cementificio Holcim. Ma il guadagno maggiore per sé, la compagna e tre dei suoi clienti è addebitabile alle speculazioni sulla fusione tra la società sangallese e la multinazionale francese. La corte ha stabilito che, sulla base di una serie di indizi, l'uomo ha approfittato delle sue conoscenze insider per acquistare azioni prevedendo un forte incremento del valore susseguente la fusione delle due società. I giudici hanno giudicato improbabile che l'uomo abbia agito solo sulla base di "voci". Per altre cinque persone accusate dello stesso reato, il TPF non ha potuto stabilire con certezza la colpevolezza degli imputati. In totale, grazie alle sue conoscenze privilegiate, il finanziere ha guadagnato per sé e i suoi clienti circa 2 milioni di franchi. Il condannato dovrà restituire 560 mila franchi. Ma anche la partner e i tre clienti dovranno passare alla cassa. La procura aveva chiesto per lo zurighese una pena con la condizionale di 14 mesi. All'apertura del processo, all'inizio di novembre, l'accusa aveva insinuato che l'uomo avesse agito grazie a una fonte presente in Holcim, rimasta però senza nome nonostante gli sforzi della procura. Da questo punto di vista, l'intero dibattimento si è basato su indizi.
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