
Si intensificano le discussioni sul cambio minimo di 1,20 franchi per euro stabilito in settembre dalla Banca nazionale svizzera (BNS). Anche fra gli economisti vi è chi dubita della possibilità di continuare a lungo termine con tale politica. Oswald Grübel, ex Ceo di Credit Suisse e UBS, con un suo commento critico nel settimanale "Sonntag" ha rilanciato la discussione. La tenuta "è solo una questione di tempo e di sviluppo della crisi dell'euro". La fissazione artificiale di un cambio minimo a lungo termine potrebbe trasformarsi in un problema anche secondo Reiner Eichenberger, economista dell'Università di Friburgo. La soglia minima di 1,20 franchi rappresenta un grosso rischio", ha detto l'esperto all'ats. Se si parte dal principio che il corso dell'euro possa superare 1,20 franchi, la difesa della soglia minima non pone problemi. Ma ciò è tutt'altro che sicuro, soprattutto in caso di un ulteriore inasprimento della crisi debitoria di Eurolandia. Il problema, secondo Eichenberger, risiede nella variazione del tasso di cambio reale, definito tramite la parità del potere d'acquisto. Essa corrisponde al corso con il quale in franchi e in euro nelle rispettive zone monetarie è possibile effettuare gli stessi acquisti. ATS
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