Economia
Franco-Euro in perfetta parità
Immagine Shutterstock
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un mese fa
Questa situazione è da ricondurre a diversi fattori, fra cui la decisione presa il 17 giugno dalla BNS di aumentare i tassi di interesse per evitare il contraccolpo dell’inflazione estera

Mercoledì, alle 17:08, il Franco è sceso al di sotto della parità con l’Euro per la prima volta dopo gennaio 2015. La BNS attualmente non sembra però interessata ad intervenire. I colleghi di Teleticino hanno intervistato l’economista Sergio Rossi durante Ticinonews per fare il punto della situazione.

“Una risposta all’inflazione estera”
Il rafforzamento del Franco è da ricondurre a diversi scenari, fra cui il poco allarmismo della Banca Nazionale Svizzera. “La scelta della BNS, presa lo scorso 17 giugno, di alzare i tassi di interesse di 50 punti base – quindi di mezzo punto percentuale – è intesa per fare in modo che la cosiddetta inflazione portata dall’estero per la Svizzera non sia così importante come altrimenti sarebbe stata se i tassi di interesse non fossero stati aumentati sul Franco svizzero”, ha spiegato Rossi.

Franco rafforzato
Con l’aumento dei tassi di interesse sul Franco, questo “si è rafforzato rispetto all’Euro, ma si è comunque indebolito rispetto al dollaro statunitense”, ha precisato Rossi, spiegando che per questo motivo la BNS “ritiene che tutto sommato il Franco non sia sopravvalutato e che si possa inoltre evitare di importare un così forte rincaro”. Basta pensare ai prodotti energetici e alle materie prime che poi si trasformano da petrolio in benzina, o il gas naturale e il carbone, così come prodotti alimentari come il grano e l’olio di semi di girasole “che vengono venduti in Svizzera con dei prezzi che aumentano meno rispetto all’estero visto che il Franco si è rafforzato”, dice Rossi, spiegando che è questo il motivo principale per cui la BNS “ha ristretto un po’ i cordoni della Borsa aumentando i tassi di interesse”.

L’intervista completa di Ticinonews

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