
Una tassa sugli smartphone, i tablet e qualsiasi congegno online per salvare l'eccezione culturale francese, il principio in base al quale la Francia ha sempre 'aiutato' la produzione artistica e intellettuale proteggendola come un bene prezioso e sottraendola alle leggi del mercato. La raccomandazione del rapporto dell'ex 'patron' di Canal Plus Pierre Lescure, da oggi nelle mani del governo, apre scenari nuovi in Francia. Sono 80 le proposte contenute nel rapporto consegnato al presidente François Hollande e destinate a costruire un sistema per adattare l'industria culturale del paese all'era digitale. In molti casi si tratta di una sterzata netta rispetto al passato e in controtendenza con le esigenze della crisi attuale, in particolare con l'imposizione di due nuove imposte che faranno molto discutere. Per alcuni aspetti, il rapporto Lescure predica addirittura un dietrofront rispetto al passato recente, quello della legge Hadopi, uno dei provvedimenti più controversi della presidenza di Nicolas Sarkozy, sulla cui efficacia e legittimità si è discusso anni. Si trattava in quel caso, di proteggere la proprietà delle opere artistiche e intellettuali che ha spinto a creare il reato di "download" illegale con tanto di sanzioni immediate: avvertimenti, multe sempre più salate e infine distacco della connessione Internet al recidivo. La nuova "era" di Lescure prevede che la legge Hadopi sparisca, anche se nei confronti di chi scarica illegalmente ci saranno sempre delle risposte graduate, da ammonizione ad ammenda. La dissuasione si farà con un sistema che immagina, fra l'altro, l'anticipo della diffusione on line, a pagamento, dei film e dei cd musicali più recenti. La brutta sorpresa, che rischia di comportare una diffusa impopolarità, è "l'istituzione di una tassa sugli apparecchi connessi, riguardante tutti i terminali, indipendentemente dalla loro capacità di stoccaggio". Si tratterà di un'imposta attorno all'1%, mirante a creare un fondo per "incoraggiare e accompagnare la transizione digitale delle industrie culturali". Lescure, nella sua presentazione, ha garantito che la tassa non crescerà e "non avrà impatto sugli utenti". Quanto al dispositivo di dissuasione per chi scarica film e musica illegalmente, le ammende e il distacco della connessione lasceranno via via il posto ad un'"offerta legale" che sarà sempre più diversificata e in alcuni casi su richiesta. In concreto, l'utente dovrebbe essere più incoraggiato a spendere una cifra contenuta per scaricare legalmente e in ottima qualità immagini o audio, piuttosto che rischiare multe sconfinando nell'illegalità per andare alla ricerca di prodotti incerti, scadenti e di difficile fruizione, pur se gratuiti. Una scommessa che Lescure, e con lui il governo se farà proprie le sue proposte, ha lanciato puntando sul coinvolgimento di tutti i protagonisti del settore. A cominciare dai produttori cinematografici, che vedranno - ad esempio, stando allo schema-Lescure - l'uscita dei film in dvd a soli 4 mesi da quella nelle sale. Dieci mesi dopo toccherà alla pay-tv, 30 mesi dopo alle tv in chiaro. ATS
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