Cerca e trova immobili
Economia
Fmi: via libera Imfc a riforma quote; Strauss-Kanh, fiducioso
Redazione
18 anni fa

L'Imfc, il braccio operativo del Fondo Monetario internazionale, dà il proprio via libera alla riforma dei diritti di voto e delle quote, così come quella delle entrate, approvata dal board due settimane fa. Le riforme puntano a rilanciare il ruolo del Fmi, accusato da più parti di essere obsoleto, dando maggiore peso ai paesi poveri. "Si tratta di un qualcosa di molto importante nella vita del Fondo: dimostra che il Fmi si muove. Molti non credevano che fosse possibile raggiungere questo risultato sei mesi fa. Anche se dobbiamo ancora aspettare la fine del mese, sono più fiducioso rispetto ai giorni scorsi sulla possibilità di raggiungere il quorum", spiega il direttore generale del Fmi, Dominique Strauss-Kanh. Per il definitivo via libera occorre attendere il 28 aprile, termine entro il quale i 185 paesi membri sono tenuti a esprimere il gradimento al testo. Il quorum da raggiungere è l'85%. Il progetto di riforma approvato prevede che i paesi del nord detengano il 57,9% (59,9% al momento) dei voti, mentre a quelli del sud andrà il 42,1% (40,5%). Sul fronte delle quote, invece, viene stabilita una formula più semplice e trasparente: i diritti di voto di base, in aggiunta, vengono triplicati per dare voce maggiore ai paesi poveri. Complessivamente, i paesi del nord trasferiscono a quelli del sud una frazione dei loro voti equivalente a 1,6 punti percentuali. Una quota che, tenendo conto di quanto deciso due anni fa a Singapore, sale a 2,7 punti. Per quanto riguarda, invece, le quote la proposta di riforma si basa su un passaggio di 4,9 punti percentuali. I paesi che avranno i maggiori gaudagni sono la Corea, Singapore, Turchia, Cina, India e Brasile. All'inizio della settimana, inoltre, il board ha affrontato il nodo deficit approvando un piano che prevede un taglio del 15% del personale, la vendita di oro per 11 miliardi di dollari. La riduzione delle spese è prevista in 100 milioni di dollari nel 2009-2011: in particolare il progetto di riforma riduce le spese del 13,% in termini reali nei prossimi tre anni. Il sistema rivede anche le modalità di finanziamento del Fmi e, se sarà approvato, potrà generare ulteriori 300 milioni di entrate nei prossimi anni. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata