
Non avrà vita facile il progetto di riforma delle strutture del Fondo Monetario Internazionela (FMI): il Presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz ha messo in chiaro oggi che la Svizzera non intende rinunciare al proprio seggio nel Consiglio esecutivo del FMI. Pure il Belgio non vede una necessità di cambiamento.Il previsto versamento di 10 miliardi di dollari da parte della Svizzera per l'aumento delle risorse del Fondo deve essere "accompagnato" da una corrispondente rappresentanza del paese nell'organo esecutivo, ha detto Merz. In caso contrario non si potrebbe giustificare lo stanziamento di una tale somma, ha aggiunto il consigliere federale al termine di un incontro con il ministro del Tesoro americano Timothy Geithner.L'obiettivo della riforma in discussione da anni è quello di dare più peso ai paesi emergenti e poveri, a scapito di quelli industrializzati. Nel mirino di Geithner, secondo Merz, vi sarebbero in particolare i seggi dei Paesi dell'Unione europea e dunque non quello della Svizzera.Anche il Belgio non ritiene necessario un rapido cambiamento: secondo il ministro delle finanze Didier Reiynders, la forte rappresentanza degli europei nel consiglio esecutivo è "corretta", se si pensa alle grosse somme che questi versano al FMI.L'Europa occupa otto dei 24 seggi nel consiglio esecutivo del Fondo. Gli Stati Uniti e la Cina premono però per cambiare questa ripartizione nell'ambito di una vasta riforma del FMI e della Banca Mondiale.ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

