
Una politica di bilancio più espansiva sarebbe giustificata nella situazione attuale: lo sostiene il Fondo monetario internazionale nel suo ultimo esame dell'economia elvetica, in cui raccomanda fra l'altro di mantenere il cambio minimo nei confronti dell'euro e di preparare ulteriori misure per far fronte ai rischi nel mercato immobiliare. Secondo gli esperti del FMI, la Svizzera ha reagito meglio di quanto previsto al rafforzamento del franco e alla debolezza della domanda sui mercati dell'esportazione, si legge in un comunicato odierno del Dipartimento delle finanze. Tuttavia gli effetti ritardati della forza della valuta elvetica si avvertono ancora chiaramente in alcuni settori. Le prospettive di crescita per l'anno in corso e per il 2014 rimangono pertanto modeste. Il FMI prevede che il tasso d'inflazione ritornerà a valori positivi all'inizio del 2014. L'organizzazione ritiene che il tasso minimo di 1,20 nei confronti dell'euro introdotto unilateralmente dalla Banca nazionale svizzera (BNS) debba essere mantenuto finché la ripresa economica non sarà pienamente garantita e non si riscontreranno rischi di inflazione. La BNS dovrebbe inoltre introdurre tassi d'interesse negativi sulle riserve eccedentarie presso l'istituto delle banche commerciali. ATS
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