
Le misure messe in campo dai governi per fronteggiare la crisi potranno essere ritirate solo in presenza di un calo della disoccupazione e di chiari segnali di ripresa. Il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Dominique Strauss-Khan, lancia l'allarme lavoro e si dichiara preoccupato "dei costi economici e sociali che implica un elevato tasso di disoccupazione, che persisterà anche in presenza di una stabilizzazione dei mercati finanziari e dell'attività economica". Strauss-Khan si mostra cauto anche sul fronte della ripresa che sarà "lenta e fragile". In ogni caso - afferma - l'economia mondiale sta "emergendo dalla peggiore recessione dagli anni '30''. Invita alla cautela anche il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, secondo il quale è troppo presto per dire che la crisi è finita. La Banca Centrale Europea - ha aggiunto - è pronta a mantenere le misure straordinarie anti-crisi se non emergeranno rischi alla stabilità dei prezzi. La disoccupazione - ha avvertito Strauss-Khan - continuerà ad aumentare fino al prossimo anno. Negli Usa in agosto i posti di lavoro persi sono stati 216.000, meno del previsto, ma il tasso di disoccupazione è schizzato al 9,7%, ai massimi dal 1983. Nell'Ue-16, invece, il tasso è salito in luglio ai massimi dal 1999. "Una ripresa senza occupazione resta un rischio: un numero elevato di persone senza lavoro comporta significativi costi economici, che vanno da una ridotta domanda privata a un calo della crescita potenziale se la disoccupazione strutturale aumenterà. Le conseguenze sociali di tutto ciò sono preoccupanti. È per questo - ha spiegato il direttore generale del Fmi - che ritengo che la politica debba mostrarsi cauta nel ritirare le misure messe in campo". Questo è il momento giusto per parlare di exit strategy ma per attuarle è necessario "attendere indicazioni chiare sul fatto che la ripresa sia in atto e che la disoccupazione sia in calo": è "essenziale" - ha sottolineato Strauss-Khan - che il ritiro delle misure straordinarie avvenga in modo coordinato. "Lasciatemi sottolineare l'importanza di continuare a sostenere la domanda fino a un pieno decollo della crisi. Ritirare gli stimoli troppo presto rischia di far deragliare la ripresa, con potenziali significative implicazioni per la crescita e la disoccupazione". Il ritiro prematuro dei piani di stimolo, la disoccupazione e le persistenti tensioni sul settore finanziario sono i maggiori rischi che graveranno sulla "fragile" ripresa economica: rischi che, comunque "stanno diminuendo". Sui mercati finanziari - ha constatato Strauss-Khan - continuano a vigere "seri rischi al ribasso che continuano a minacciarne la stabilità": i problemi sui mercati "potrebbero accentuarsi ulteriormente se gli sforzi" nel ripulire i bilanci delle banche "non saranno completati". Invitando a non farsi tentare da un certa compiacenza alla luce dei miglioramenti osservati, Strauss-Khan invita i governi "a completare l'agenda delle risposte alla crisi", nella quale rientrano anche le riforme delle regole. Lo sforzo riformatore - ha constato - sta procedendo meno velocemente del necessario. Fra le riforme da metter in campo quella del trovare una soluzione comune per promuovere un cambio sulle politiche di bonus: "la comunità internazionale deve essere unita per compiere progressi in quest'area. Mi preoccupa il fatto che nel sistema finanziario una volta passata la crisi la mentalità 'business as usual' torni a prevalere". ATS
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