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Economia
Fmi: ripresa lenta, exit strategy con calo disoccupazione
Redazione
17 anni fa

Le misure messe in campo dai governi per fronteggiare la crisi potranno essere ritirate solo in presenza di un calo della disoccupazione e di chiari segnali di ripresa. Il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Dominique Strauss-Khan, lancia l'allarme lavoro e si dichiara preoccupato "dei costi economici e sociali che implica un elevato tasso di disoccupazione, che persisterà anche in presenza di una stabilizzazione dei mercati finanziari e dell'attività economica". Strauss-Khan si mostra cauto anche sul fronte della ripresa che sarà "lenta e fragile". In ogni caso - afferma - l'economia mondiale sta "emergendo dalla peggiore recessione dagli anni '30''. Invita alla cautela anche il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, secondo il quale è troppo presto per dire che la crisi è finita. La Banca Centrale Europea - ha aggiunto - è pronta a mantenere le misure straordinarie anti-crisi se non emergeranno rischi alla stabilità dei prezzi. La disoccupazione - ha avvertito Strauss-Khan - continuerà ad aumentare fino al prossimo anno. Negli Usa in agosto i posti di lavoro persi sono stati 216.000, meno del previsto, ma il tasso di disoccupazione è schizzato al 9,7%, ai massimi dal 1983. Nell'Ue-16, invece, il tasso è salito in luglio ai massimi dal 1999. "Una ripresa senza occupazione resta un rischio: un numero elevato di persone senza lavoro comporta significativi costi economici, che vanno da una ridotta domanda privata a un calo della crescita potenziale se la disoccupazione strutturale aumenterà. Le conseguenze sociali di tutto ciò sono preoccupanti. È per questo - ha spiegato il direttore generale del Fmi - che ritengo che la politica debba mostrarsi cauta nel ritirare le misure messe in campo". Questo è il momento giusto per parlare di exit strategy ma per attuarle è necessario "attendere indicazioni chiare sul fatto che la ripresa sia in atto e che la disoccupazione sia in calo": è "essenziale" - ha sottolineato Strauss-Khan - che il ritiro delle misure straordinarie avvenga in modo coordinato. "Lasciatemi sottolineare l'importanza di continuare a sostenere la domanda fino a un pieno decollo della crisi. Ritirare gli stimoli troppo presto rischia di far deragliare la ripresa, con potenziali significative implicazioni per la crescita e la disoccupazione". Il ritiro prematuro dei piani di stimolo, la disoccupazione e le persistenti tensioni sul settore finanziario sono i maggiori rischi che graveranno sulla "fragile" ripresa economica: rischi che, comunque "stanno diminuendo". Sui mercati finanziari - ha constatato Strauss-Khan - continuano a vigere "seri rischi al ribasso che continuano a minacciarne la stabilità": i problemi sui mercati "potrebbero accentuarsi ulteriormente se gli sforzi" nel ripulire i bilanci delle banche "non saranno completati". Invitando a non farsi tentare da un certa compiacenza alla luce dei miglioramenti osservati, Strauss-Khan invita i governi "a completare l'agenda delle risposte alla crisi", nella quale rientrano anche le riforme delle regole. Lo sforzo riformatore - ha constato - sta procedendo meno velocemente del necessario. Fra le riforme da metter in campo quella del trovare una soluzione comune per promuovere un cambio sulle politiche di bonus: "la comunità internazionale deve essere unita per compiere progressi in quest'area. Mi preoccupa il fatto che nel sistema finanziario una volta passata la crisi la mentalità 'business as usual' torni a prevalere". ATS

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