
Il Fondo monetario internazionale (FMI) vede nero per l'economia elvetica: la recessione si aggraverà in modo significativo, complici l'apertura della Svizzera verso i mercati esteri e la grandezza della sua piazza finanziaria. Stando agli economisti dell'FMI nel 2009 il prodotto interno lordo (Pil) diminuirà del 3,0% rispetto all'anno prima. Anche sul lungo periodo è attesa una tendenza al ribasso. Secondo il rapporto annuale sulla Confederazione pubblicato ieri sera a Washington, la crisi mondiale avrà effetto non solo sulle esportazioni elvetiche, bensì anche sull'afflusso di capitali nel settore bancario. Inoltre il consumatore svizzero, sotto pressione a causa dell'acuirsi dei problemi sul mercato del lavoro, tenderà a ridurre i consumi. Tutto questo inciderà pesantemente sulla crescita economica, che sarà negativa. I direttori del'FMI lodano peraltro le autorità svizzere per la loro risposta "attiva ed efficiente" alla crisi, ma ritengono che ulteriori turbolenze nel settore finanziario potrebbero richiedere ancora un intervento politico. Alcuni pensano inoltre che l'anno prossimo sarà necessario un nuovo programma di rilancio congiunturale, mentre altri condividono l'opinione del Consiglio federale, pronto ad esaminare un ulteriore aiuto solo se le condizioni quadro dovessero ulteriormente peggiorare. L'FMI esprime inoltre un giudizio positivo sulla politica monetaria espansiva della Banca nazionale svizzera e sulla creazione dell'Autorità federale di vigilanza dei mercati finanziari (FINMA) e accoglie infine con favore l'adozione, da parte di Berna, degli standard fiscali dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). ATS
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