
La crescita economica mondiale si fermerà quest'anno al +0,5%, cioè al "livello più basso dalla seconda guerra mondiale". Lo afferma il Fondo monetario internazionale (Fmi) in un aggiornamento del World Economic Outlook, nel quale si precisa che nel 2010 l'espansione economica globale risulterà pari al +3%. Le ultime stime ufficiali di ottobre fissavano la crescita mondiale al +3% nel 2009 e al +4,2% nel 2010. In particolare l'economia statunitense si contrarrà quest'anno dell'1,6%, per poi segnare un rilancio nel 2010 con un +1,6%. Gli esperti dell'Fmi osservano poi che il prodotto interno lordo (Pil) giapponese si ridurrà nel 2008 del 2,6%, salendo quindi dello 0,6% l'anno prossimo, mentre quello cinese progredirà sia nel 2009 (+6,7%) sia nel 2010 (+8%) a una sola cifra. Per Eurolandia gli eseprti del Fondo si aspettano una flessione del Pil de 2% nel 2009 e un lieve aumento dello 0,2% per il 2010. Più in dettaglio, il Pil tedesco dovrebbe scendere del 2,5% quest'anno, per poi registrare una stagnazione l'anno venturo (+0,1%). Per la Francia sono stati indicati rispettivamente -1,9% e +0,7%, per l'Italia -2,1% e -0,1% e per la Spagna -1,7% e -0,1%. Netta discesa anche per la Gran Bretagna, con un -2,8% nel 2009 e +0,2% nel 2010. "Una ripresa economica sostenuta non sarà possibile se i mercati finanziari non torneranno a funzionare e i mercati del credito non si sbloccheranno", sottolinea l'Fmi. Occorre inoltre ripristinare la fiducia, altro "elemento chiave" per invertire la tendenza in atto. Un approccio coordinato e ampio - che dovrebbe incorporare alcuni elementi: ricapitalizzazione e misure per tenere sono controllo gli asset sotto stress; regole chiare per un sistema finanziario stabile; cooperazione internazionale per comuni politiche finanziarie - dovrebbe avere la priorità, aggiunge il Fmi, sottolineando come "nessun modello di ristrutturazione può essere valido per ogni banca in ogni paese ma, anche se con modelli diversi, il coordinamento internazionale resta essenziale". ATS
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