
Christine Lagarde, ministra francese delle finanze e candidata alla successione di Dominique Strauss-Khan alla guida del Fondo monetario Internazionale, ha detto stamattina ai giornalisti a Pechino si essere "molto soddisfatta" circa le discussioni che ha avuto ieri sulla sua candidatura. La responsabile di Bercy non ha ottenuto il via libera ufficiale da Pechino, che ha ribadito la necessità di trasparenza, ma non ha neanche ottenuto un veto, come pare sia orientata l'India. La Lagarde ha confermato di aver incontrato tra gli altri il ministro degli esteri Yang Jiechi e Zhou Xiaochuan, capo della banca centrale cinese, con i quali ha avuto discussioni approfondite. Proprio il quotidiano della banca cinese, pur non riflettendo la posizione del governo di Pechino, ha scritto che la francese sarebbe una buona candidata in relazione alla faccenda monetaria, visto il lavoro che ha fatto sull'euro che potrebbe quindi aiutare in futuro lo yuan. "Sono molto positiva circa il mio viaggio in Cina - ha detto in conferenza stampa a Pechino, presso l'ambasciata francese, la Lagarde - ma la decisione finale appartiene alle autorità cinesi. Sono comunque molto soddisfatta e positiva degli incontri avuti. Al momento è troppo presto per dire come andrà a finire, alcuni paesi si sono esposti troppo presto". Per ora c'è silenzio dalle autorità cinesi, che comunque hanno ribadito alla candidata francese le loro istanze sul lavoro che il prossimo direttore del fondo monetario internazionale dovrebbe intraprendere, relative al potere di voto, allo yuan e alle riforme che possono aiutare la crescita dei paesi in via di sviluppo. La Lagarde ha assicurato di aver ascoltato tutte le richieste ma di aver comunque chiarito che la priorità al momento resta la crisi europea. ATS
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