
Le banche italiane sono "abbastanza solide" e hanno recepito il messaggio per un rafforzamento di capitale, come dimostrano le recenti decisioni in questo senso. Ma, nel complesso, gli istituti di credito europei sono uno dei punti deboli e dei rischi che pesano sulla stabilità finanziaria globale: devono rafforzarsi e gli stress test che saranno condotti nei prossimi mesi devono essere "stringenti" e supportati da credibili piani di risanamento. Ad affermarlo è il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), stimando in 3.600 miliardi di dollari il "muro di debito" a maturazione per le banche mondiali nei prossimi 2 anni, il 40% del quale a capo delle europee. Le esigenze di rifinanziamento saranno "molto acute" per le banche irlandesi e tedesche, che si troveranno a rifinanziare il 40-50% del proprio debito nei prossimi due anni. I dati alla fine del 2010 sulle banche italiane mostravano che "c'era del lavoro da fare e gli annunci delle banche più deboli ci dicono che ci si muove in tale verso", spiega Peter Dattels del dipartimento affari monetari e mercati dei capitali del Fmi, precisando che "le banche italiane sono abbastanza solide, ci sono delle debolezze nelle banche più piccole ma è stata riconosciuta dal sistema la necessità di progredire sulla strada del rafforzamento di capitale. Il risparmio privato è una delle forze del paese". "Le prospettive del settore finanziario europeo sono strettamente legate" alle difficoltà sul debito sovrano, osserva il Fmi. E i nuovi stress test che saranno condotti sulle banche - mette in evidenza Andrea Enria, presidente dell'European Banking Authority - prenderanno in considerazione anche le perdite sul debito sovrano, con le autorità di sorveglianza che "controlleranno quello che le banche stanno facendo con riferimento all'esposizione verso alcuni debiti sovrani, e vedranno se le banche stanno adottando un approccio prudente" nel valutare le proprie attività. Secondo l'Eba una novantina di banche dovrebbe riuscire a mantenere un coefficiente patrimoniale 'core Tier 1' di almeno il 5% nei nuovi scenari previsti dagli stress test, che servono a verificare la tenuta dei bilanci degli istituti in condizioni simulate di difficoltà. "I ratio di capitale delle banche europee - osserva il Fmi - si sono rafforzati dall'inizio della crisi ma diverse banche si trovano ancora ad affrontare i dubbi degli investitori sul loro futuro finanziario. I problemi sono più acuti in quei paesi dell'area euro dove si prevedono ulteriori svalutazioni per la situazione avversa del mercato immobiliare e dove i bilanci pubblici pesano sulle banche". "I rischi del settore bancario non sono omogenei, con vulnerabilità che variano fra le economie e fra i diversi tipi di banche nello stesso paese. Le banche greche e irlandesi si trovano ad affrontare le maggiori pressioni sul bilancio con le difficoltà dei debiti sovrani dei loro paesi. L'analisi suggerisce che anche le banche della Spagna e del Portogallo sono vulnerabili per la loro esposizione al mercato immobiliare. Livelli bassi di capitale rendono alcune banche tedesche e alcune deboli casse di risparmio italiane, portoghesi e spagnole vulnerabili a ulteriori shock". ATS
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