
Il quarto francese alla guida del Fmi, ma forse anche l'ultimo europeo a guidare l'istituzione di Washington. Si apre l'era di Domenique Strauss-Kahn, che da oggi è formalmente direttore generale del Fondo, il decimo dalla nascita dell'istituzione, dopo essere stato nominato lo scorso settembre. L'insediamento è avvenuto stamani: ad attenderlo "nella sua nuova casa" il suo predecessore, Rodrigo de Rato, che la scorsa estate ha annunciato a sorpresa le proprie dimissioni per motivi personali. La direzione Strauss-Kahn - come ha lui stesso dichiarato - sarà riformista. Il primo nodo da affrontare sarà proprio la riforma del Fondo, così da renderlo adeguato ai tempi: "sono eccitato all'idea di lavorare con voi nei prossimi giorni e nelle prossime settimane per dare al Fmi il ruolo che gli spetta e che si merita nella globalizzazione". La riforma dell'istituzione "è stata avviata dal mio predecessore, ma bisogna andare più veloci e più avanti", ha precisato. Nato il 25 aprile 1949, Strauss-Kahn sarà il quarto rappresentante francese a sedere sulla poltrona di direttore del Fmi, dopo che Jacques de Larosiere aveva guidato il Fondo dal 1978 al 1987 e Michel Camdessus dal 1987 al 2000, ma potrebbe anche essere l'ultimo rappresentante europeo, almeno per un certo periodo di tempo. Per il Vecchio Continente, a cui tradizionalmente è stata affidata in questi 63 anni di vita la guida del Fmi - agli Usa è stata riservata quella della Banca Mondiale - potrebbe essere questa l'ultima occasione concessa per la nomina di un europeo: la pressione non più eludibile esercitata dai paesi emergenti e soprattutto da Cina, India e Brasile, molto probabilmente farà rivedere i criteri di scelta e di voto negli organismi decisionali. ATS
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