
Il Fondo monetario internazionale rivede il proprio modello di entrate, passando da uno basato sui prestiti a uno basato sulla produzione di risorse proprie. Dopo mesi di discussione, e alla vigilia dei meeting di primavera, il board ha dato il via libera a un piano che prevede una riduzione del personale pari al 15% e la vendita di riserve d'oro per 11 miliardi di dollari, cioè un ottavo delle riserveche fanno capo al Fmi. Il piano approvato dall'istituzione di Washington si basa su una riduzione delle spese nell'ordine di 100 milioni di dollari nel 2009-2011, oltre al taglio di 380 impieghi e alla vendita di 403,3 tonnellate di oro (decisione questa che comunque deve ottenere il via libera del Congresso). Se sarà approvato, il nuovo sistema di finanziamento potrà inoltre generare ulteriori 300 milioni di entrate in pochi anni. "Abbiamo operato una scelta difficile ma necessaria, per mettere le finanze del Fondo su basi sostenibili e dar vita a un Fmi più efficiente", ha affermato il direttore generale Dominique Strauss-Khan. In particolare Strauss-Kahn ha sottolineato come quest'ultima decisione del Board, seguita alla riforma del sistema delle quote di rappresentanza degli Stati membri, "è un passo fondamentale nel permettere all'Fmi di rimanere un'istituzione indipendente, intelligente, e dinamica nel facilitare la cooperazione globale e nel sollecitare azioni che assicurino la stabilità finanziaria mondiale". Il piano di riforma del modello delle entrate ha cinque obiettivi principali: rafforzare le attività di sorveglianza multilaterale già attuata dall'Fmi; approfondire la sorveglianza bilaterale; porre più attenzione sui Paesi a basso reddito; modernizzare il Fondo, rendere più lineari le capacità di ricostruzione. ATS
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