
Sono una trentina le banche che hanno annunciato la volontà di iscriversi nella categoria 2 al programma americano di regolarizzazione dei capitali custoditi in Svizzera da cittadini statunitensi. Fra queste figurano buona parte degli istituti cantonali. Il termine per decidere in questo senso scadeva il 31 dicembre scorso. Le banche di questa categoria non sono ancora nel mirino di Washington, anche se hanno buone ragioni di credere di aver aiutato cittadini Usa ad eludere il fisco del proprio paese. Fra le ultime ad annunciarsi, lunedì 30 dicembre, c'è l'Union Bancaire Privée (UBP), che ha scelto la categoria 2 pur riservandosi la possibilità di optare per la 3. Anche altri istituti, come PostFinance, stanno valutando questa possibilità, attuabile fra il primo luglio e il 31 ottobre. Sempre il 30 dicembre, Cembra Money Bank e Bank SoBa hanno scelto la categoria 3, quella riservata agli istituti, pochi finora, che dovranno dimostrare di non aver commesso alcuna violazione delle leggi fiscali americane. La categoria 4 è invece destinata a quelle società che operano a livello regionale, senza clienti Usa. Conta una decina di banche, secondo i calcoli dell'Agenzia telegrafica svizzera (ats). La scadenza per annunciarsi alle categorie 3 o 4 è fissata al 31 ottobre 2014. L'Autorità di vigilanza dei mercati finanziari (FINMA) ha consigliato alle banche di iscriversi nella categoria 2 in caso di dubbio. Ha inoltre suggerito agli istituti di procedere già quest'anno ad accantonamenti per far fronte ad eventuali multe e spese legali nell'ambito della vertenza fiscale con gli Stati Uniti. Le banche inserite nella categoria 1 (una dozzina), ossia quelle già indagate, come Credit Suisse e Julius Bär, dovranno da parte loro negoziare individualmente, mentre le altre dovranno calcolare una penalità che va dal 20 al 50% dei patrimoni amministrati di clienti americani. Finora solo due banche della categoria 1 hanno annunciato accantonamenti: Credit Suisse ha messo da parte 300 milioni di franchi e la Banca cantonale di Basilea 100 milioni di franchi.
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