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Economia
Fisco: tre altre banche partecipano a programma americano
Redazione
13 anni fa

Tre altre banche hanno indicato di aderire al programma americano volto a risolvere i contenziosi fiscali con gli Stati Uniti: si tratta di Banca Coop, Banca Migros e della sangallese Linth LBB. Come la maggior parte degli istituti usciti finora allo scoperto tutte e tre hanno scelto di aderire alla cosiddetta "categoria 2", quella riservata alle banche che hanno motivo di credere di aver violato la legge USA, o che comunque non possono escludere tale eventualità. Banca Coop ha fatto sapere di aver previsto nei conti annuali 2013 accantonamenti per 9 milioni di franchi a copertura dei costi derivanti da questa operazione. L'istituto, controllato dalla Banca Cantonale di Basilea - appartenente quest'ultima alla "categoria 1" e già indagata negli USA - ha sottolineato in un comunicato di non aver mai promosso attivamente affari finanziari con gli Stati Uniti: sia il numero di clienti, sia l'entità dei valori patrimoniali (meno dello 0,3%) sono sempre stati irrisori. A tutt'oggi Banca Coop non può però escludere che singoli casi possano essere considerati come una violazione del diritto fiscale statunitense. Sulla stessa lunghezza d'onda Banca Migros, che ha deciso di seguire la raccomandazione di adesione espressa dalla Finma, l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, per consentire un rapido e definitivo chiarimento della vertenza. Ad oggi, si legge in una nota, 370 degli 825'000 clienti di Banca Migros rientrano nei criteri del programma americano e tutti adempiono gli obblighi di dichiarazione fiscale negli Stati Uniti, in quanto comunicano i dati necessari alle autorità USA mediante il relativo modulo. Questi clienti, continua Banca Migros, sono in gran parte svizzeri con domicilio temporaneo negli Stati Uniti nonché con doppia cittadinanza svizzera e americana. Come banca retail svizzera, Banca Migros limita la propria offerta esclusivamente al mercato locale e non ha mai proposto a clienti esteri "servizi offshore". L'istituto non può però "escludere che in passato alcuni clienti non abbiano pienamente osservato i loro obblighi fiscali". Motivazioni analoghe sono state avanzate da Banca Linth, che attraverso questa via punta a una rapida soluzione dei problemi fiscali. Ancora non è chiaro se sarà necessario procedere ad accantonamenti, ha detto un portavoce all'agenzia economica AWP, ma in base ai dati disponibili l'istituto ha detto di poter confermare le proprie previsioni per l'esercizio in corso. Linth è controllata dalla Liechtensteinische Landesbank, la cui entità svizzera - destinata a sparire alla fine dell'anno - figura pure lei nella "categoria 1". La banche che hanno scelto di aderire alla "categoria 2" - in precedenza hanno fatto questo passo la Banca Cornèr, il gruppo Valiant e la Banca cantonale bernese - non sono ancora finite nel mirino della giustizia americana e potrebbero sfuggire a procedimenti penali versando pesanti multe, pari a 20-50% dei fondi sottratti al fisco USA. Stando esperti citati dall'agenzia reuters, la somma per l'insieme della banche elvetiche potrebbe raggiungere i dieci miliardi di franchi. Solo la banca privata Vontobel ha finora scelto la "categoria 3", riservata agli istituti che ritengono di non aver violato le norme americane.

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