
Dunque la Germania ha detto “no” agli accordi fiscali con la Svizzera. È un rifiuto ancora parziale, in quanto la votazione è avvenuta al Bundesrat, la Camera dei Länder. In precedenza il Bundestag, la Camera dei deputati, aveva approvato l’accordo. Questa votazione potrebbe mettere a repentaglio l’intero accordo. Quello che interessa al Ticino è però sapere come reagirà l’Italia. Di questi giorni la notizia che le trattative con il Belpaese sono molto avanzate. Sui tempi c’è ancora discordanza, ma la strada è spianata. Mario Monti, il premier italiano, è da sempre molto sensibile a quanto succede in Europa su questo tema. Il voto tedesco potrebbe rallentare il processo che porta alla firma degli accordi con la Svizzera? Abbiamo sentito a tal proposito l’opinione dell’economista Lino Terlizzi. "Credo che in realtà l’Italia a questo punto sia più attenta alla situazione dei suoi conti pubblici che non a quello che succede fuori dai suoi confini” - ci dice Terlizzi - vista la difficoltà a reperire risorse finanziarie, l’Italia non si farà influenzare dalla decisione tedesca". Con la Germania ci sono ancora spiragli per raggiungere un accordo? "Si, di spiragli ce ne sono. Dovrebbe essere convocata la commissione di mediazione, che si occupa di appianare le divergente tra Bundesrat e Bundestag". "Rubik subirebbe un colpo da una mancata adesione della Germania, ma va avanti. Dal 1. gennaio Gran Bretagna e Austria lo introdurranno. Anche per l’Italia valgono le considerazioni già espresse" conclude Terlizzi. [email protected]
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