
Nel braccio di ferro con la Svizzera in materia di fiscalità l'UE dovrebbe presto mettere le carte in tavola: il commissario alla fiscalità Algirdas Semeta "ha l'intenzione di prendere presto ufficialmente posizione sul tema", ha indicato ieri la sua portavoce. Nel mirino dell'esecutivo comunitario vi sono gli accordi conclusi dalla Confederazione con Germania e Gran Bretagna. Secondo le analisi della Commissione le intese violerebbero sia le linee guida dell'UE sulla fiscalità del risparmio, sia la relativa convenzione fra Berna e Bruxelles: questo è almeno quanto affermano fonti interne.Prima di avviare un procedimento per violazione delle regole la Commissione starebbe però facendo pressione affinché i Londra e Berlino riaprano le trattative con la Confederazione.Per cercare di sbrogliare la matassa sono previsti altri colloqui. La prossima settimana la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf dovrebbe infatti incontrare di nuovo Semeta a Bruxelles. Le discussioni dovrebbero essere più lunghe di quelle tenute lo scorso 8 novembre in margine al consiglio Ecofin. Il commento L'intricata vicenda degli accordi fiscali tra la Svizzera e i paesi membri dell'Unione Europea sembra complicarsi ancora di più. Da un lato il Governo elvetico ha trovato un buon equilibrio con Germania e Gran Bretagna, applicando il modello Rubik, ossia la tassazione del risparmio europeo in Svizzera in base a parametri che hanno soddisfatto tutti. Dall'altro l'Unione Europea che punta decisamente affinché la Svizzera tolga definitivamente il segreto bancario e si avii verso lo scambio automatico di informazioni. Le parole del presidente francese Nicolas Sarkozy al recente G20 di Cannes non lasciavano nulla all'interpretazione: lotta senza quartiere ai paradisi fiscali e scambio automatico di informazioni, citando apertamente la Svizzera come poco attiva dal punto di vista della collaborazione fiscale. Non deve sorprendere quindi il fatto che la Francia sia restia a sottoscrivere un accordo con la Svizzera. Quello che però interessa il Ticino è l'Italia. Come si comporterà Roma di fronte a queste pressioni? Mario Monti è europeista convinto e deve sistemare i conti italiani in base alle indicazioni di Bruxelles. Seguirà una via autonoma, stipulando un accordo con la Svizzera sulla falsariga di quello con Germania e Gran Bretagna, oppure adotterà una tattica attendista alla francese aspettando l'evolversi della situazione a Bruxelles? Il problema è che la Svizzera non ha un potere contrattuale forte e il Ticino ce l'ha ancora meno. Quindi la sensazione è che qualsiasi decisione prenderà l'Italia, la si dovrà accettare, volenti o nolenti. [email protected]
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

