
Molto lavoro nel 2013 per la Finma, l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari: controlli in loco, indagini preliminari e decisioni di "enforcement" (applicazione coercitiva delle disposizioni di legge) hanno registrato un forte incremento, si può leggere nel rapporto annuale pubblicato oggi. Il numero di controlli in loco nelle banche è passato da 35 nel 2012 a 45 l'anno scorso, soprattutto a causa di un aumento degli accertamenti presso UBS e Credit Suisse (saliti da 14 a 20). Le indagini preliminari ancora aperte a fine anno erano 537, contro le 342 di un anno prima. Le decisioni di "enforcement", infine, sono salite da 61 nel 2011 a 82 nel 2012 e a 110 l'anno scorso. Il rafforzamento della divisione Enforcement ha permesso di gestire "un numero crescente di procedimenti", nota l'autorità di vigilanza. Con il termine "enforcement" la Finma intende "tutte le attività di vigilanza nell'ambito delle quali è chiamata ad accertare, sulla base di indizi di violazione del diritto in materia di vigilanza, se è stata effettivamente commessa un'infrazione". La Finma applica le norme della Legge federale sulla procedura amministrativa. Se riscontra una infrazione, nell'ambito del procedimento di "enforcement" ordina le misure necessarie tramite decisione impugnabile e ne sorveglia l'applicazione. A livello contabile, per il 2013 la Finma annuncia un ricavo netto di 139,6 milioni milioni di franchi, contro i 121,9 del 2012, dei quali l'85% (2012: 84%) proveniente dalle tasse di vigilanza. Le spese di esercizio ammontano a 126,8 milioni (112,5 milioni l'anno prima), a causa principalmente del potenziamento dell'organico. A fine 2013 la Finma contava 504 dipendenti per 468 posti di lavoro a tempo pieno (2012: 477/442). Per quest'anno non è pianificato alcun incremento significativo dell'organico.
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