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Economia
Fiat: Opel; Marchionne piu' 50% chance, per Gm non in pole
Redazione
17 anni fa

Sergio Marchionne non ha dubbi: "La Fiat ha più del 50% di possibilità di farcela nella sfida per Opel". Tuttavia, all'indomani della presentazione delle offerte, sembra che la Gm abbia già scelto il suo candidato di punta - il consorzio Magna-Gaz - relegando al terzo ed ultimo posto dei piani preferiti quello del Lingotto. Naturalmente si tratta di un'indiscrezione (dello Spiegel online) non confermata, come tante che in queste ore circolano a Detroit e Berlino, ma solo qualche ora dopo la sua pubblicazione Marchionne ha assicurato proprio al settimanale tedesco: "Noi manterremo tutte le quattro fabbriche della Opel in Germania". Per Torino, quindi, la partita si gioca ancora sulle garanzie all'occupazione. L'ad, secondo quanto riporta il quotidiano La Stampa, ha espresso il suo ottimismo ai suoi collaboratori, ai quali ha inoltre spiegato che "la sovrapposizione fra Fiat e Opel non è scontato che si traduca in esuberi di personale". Un concetto che ha ripreso anche con lo Spiegel online. "Dobbiamo ridurre del 20% la capacità produttiva del nuovo gruppo formato dalla Fiat e dalle controllate europee della Gm", ha detto, sottolineato comunque che ciò non significa che l'occupazione debba essere ridotta del 20%. Secondo il tabloid Bild, il piano Fiat prevede 18mila esuberi in Europa. Marchionne, da parte sua, non ha fatto stime, ma ha indicato - scrive lo Spiegel online - che i tagli verranno realizzati in modo proporzionato a livello europeo. Il manager ha inoltre assicurato che il nuovo gruppo si farà garante di tutti gli obblighi pensionistici - stimati in circa quattro miliardi di euro - delle controllate europee della General Motors. Ai suoi collaboratori, riporta La Stampa, il manager ha detto che "la nostra è l'unica offerta con contenuti e valori industriali. Le altre - ha aggiunto - o non hanno consistenza produttiva o sono sostanzialmente finanziarie". Tuttavia, scrive lo Spiegel, la Gm preferirebbe l'opzione Magna per il know-how tecnologico di cui dispone il gruppo (già responsabile per gran parte dello sviluppo della Bmw 'X3'), ma anche perché attraverso questo matrimonio gli impianti della Opel sarebbero sfruttati appieno, anche assemblando modelli per conto di altre case automobilistiche. Sembra invece che l'opzione Fiat presenti un inconveniente di rilievo, poiché permetterebbe alla concorrente Chrysler di sfruttare la tecnologia Gm in Europa. Lo Spiegel sottolinea inoltre che la Gm non ha mai digerito il fatto di essere stata costretta a versare a Fiat 1,5 miliardi di dollari dopo la fine della cooperazione tra i due gruppi nel 2005. Tornando ai piani, la Bild riporta inoltre che il piano Fiat prevede il maggior numero di esuberi in Europa e il livello più alto di garanzie pubbliche sul debito rispetto alle proposte di Magna-Gaz e del fondo di private equity Ripplewood (che la Gm piazza al secondo posto in classifica). Se la Fiat vuole tagliare 18mila posti di lavoro, ciascuno degli altri due potenziali investitori ne calcola circa 10mila. Il Lingotto, inoltre, chiede garanzie per circa sette miliardi di euro - prosegue la Bild - contro i circa cinque miliardi previsti rispettivamente da Magna e Ripplewood. Il piano Magna, sempre secondo Bild, prevede anche investimenti per 700 milioni di euro per l'ammodernamento degli impianti e lo sviluppo di nuovi modelli. Il governo tedesco si riunirà domani per discutere i piani assieme ai governatori delle regioni in cui di trovano le fabbriche. Lunedì, invece, il ministro dell'Economia, Karl-Theodor zu Guttenberg (Csu) presenterà in cancelleria le sue prime valutazioni. Intanto, il presidente del consiglio di fabbrica della Opel, Klaus Franz, ha detto che, "se tutte le altre soluzioni dovessero fallire", i dipendenti e i concessionari della Opel sono pronti ad acquistare una quota di minoranza della società per 1,5 miliardi di euro. ATS

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