Cerca e trova immobili
Economia
Fiat-Opel: Berlino si prepara al peggio, guarda a emirati
Redazione
17 anni fa

La Germania continua a esplorare tutte le strade possibili per assicurare il futuro della Opel e di migliaia di posti di lavoro nel Paese, inclusa quella di un piano 'ponte' da attuare in caso di fallimento della casa madre General Motors. Intanto, il ministro dell'Economia tedesco, il conservatore Karl-Theodor zu Guttenberg vola nella regione del Golfo alla guida di una delegazione d'industriali e non esclude colloqui con potenziali investitori arabi anche sulla questione Opel. È da qualche giorno che in Germania circolava la voce di un possibile piano 'B' del governo legato a un eventuale stato di insolvenza della GM. È stato lo stesso Guttenberg, nel corso di un'intervista al settimanale Der Spiegel in edicola lunedì a confermare queste indiscrezioni. L'esponente della Csu, il Partito 'gemello' bavarese della Cdu di Angela Merkel, esclude un ingresso diretto dello Stato nella casa automobilistica tedesca. Piuttosto, come ha spiegato allo Spiegel, pensa "a un modello che consegnerebbe a un amministratore fiduciario gli interessi della General Motors nella Opel su base temporanea". L'amministratore fiduciario proteggerebbe gli interessi di creditori e debitori, prosegue il giornale. "Allo stesso tempo, durante questo periodo un consorzio di banche potrebbe fornire aiuti temporanei alla societa", ha commentato il ministro. In questo modo, la Opel sarebbe protetta finché non verrebbe raggiunto un accordo definitivo. Sull'ipotesi di un eventuale acquisizione di una partecipazione da parte dello Stato, chiesta nelle scorse settimane da esponenti della Sinistra e della Spd, Guttenberg è stato categorico: una soluzione simile, rappresenterebbe per i "contribuenti una tomba da miliardi" di euro. Meglio, quindi, continuare a dialogare con il maggior numero possibile di potenziali investitori, forse anche alla luce delle resistenze che sta incontrando il piano presentato dalla Fiat. Da Torino, l'amministratore delegato Sergio Marchionne, ha detto oggi che la soluzione Fiat è quella "giusta" per la Opel dal punto di vista industriale, a differenza delle "altre alternative". Guttenberg, da parte sua, non perde l'occasione di parlare anche con potenziali investitori finanziari. Ed è proprio quello che potrebbe fare in questi prossimi due giorni: il ministro è partito questa mattina alla volta degli Emirati arabi uniti e dell'Arabia saudita per promuovere gli investimenti bilaterali tra la Germania ed i paesi del Golfo, ma il suo portavoce - interpellato dall'ANSA - non ha escluso che parlerà anche di Opel. A marzo, del resto, Abu Dhabi è diventato il primo azionista della Daimler con una quota del 9,1% e questa settimana il Financial Times ha citato lo stesso fondo sovrano dell'emirato tra i potenziali investitori nella Opel. Da parte sua, il governatore dell'Assia, Roland Koch (Cdu), era a Dubai giovedì scorso per parlare con potenziali pretendenti. Resta intanto l'ostilità nei confronti della Fiat. "Chi acquistasse la Opel solo per inseguire altri obiettivi strategici, non sarebbe un partner idoneo", ha detto al settimanale Focus - riferendosi a Torino - lo stesso Koch, il quale ha visto Marchionne ieri. Per il quotidiano Sueddeutsche Zeitung, la Fiat "è meglio di niente", ma non la pensano così i sindacati tedeschi, che mercoledì prossimo incontreranno a Francoforte i loro colleghi italiani per discutere di un'eventuale operazione con la Fiat. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata