
Sergio Marchionne arriva a Berlino dopo la maratona americana per la Chrysler e incassa una prima apertura sulla Opel da parte del governo tedesco: il piano messo sul tavolo dall'amministratore delegato della Fiat per un'eventuale acquisizione della controllata GM è "interessante" e va "valutato attentamente", ha assicurato il ministro dell'Economia Karl-Theodor zu Guttenberg (CSU). Marchionne ha dato garanzie sull'occupazione e sugli impianti ed è proprio su questi punti - fondamentali per ottenere gli aiuti dall'esecutivo di Angela Merkel (CDU) - che si gioca la partita Opel. Una partita, ha detto oggi l'ad, che "comincia adesso", anche se con la "General Motors c'erano contatti già da tempo". L'atteso incontro con il ministro della Csu ha aperto una giornata dedicata interamente alla trattativa per la casa di Ruesselsheim, che ha visto anche incontri con il capo della cancelleria Thomas de Maiziere, con il ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier (Spd) e con il capo del Consiglio di fabbrica che rappresenta i lavoratori della Opel, Klaus Franz. Marchionne ha presentato a tutti "il piano per trasformare il panorama automobilistico globale attraverso lo spin-off di Fiat Group Automobiles, e la sua unione con Chrysler e General Motors Europe", come ha scritto oggi il Financial Times, che ha intervistato il top manager. "Dal punto di vista industriale e ingegneristico, è un matrimonio perfetto", ha detto Marchionne all'FT: ne nascerebbe un gruppo con un fatturato di circa 80 miliardi di euro e vendite per 6-7 milioni di auto all'anno, cioè la seconda casa automobilistica al mondo dopo la Toyota. I tempi dell'operazione dovranno essere rapidi, ha detto Guttenberg, ma la strada - nonostante l'interesse di Berlino - si presenta ancora lunga e in salita, soprattutto alla luce dell'ostilità dei sindacati e dei socialdemocratici nei confronti di Torino. Se da una parte per Guttenberg serve "un investitore che garantisca la sicurezza di lungo periodo della società e che abbia un piano realmente attuabile, che non sia sostenibile solo per qualche mese", dall'altra il sindacalista della Ig Metall e membro del consiglio di sorveglianza Opel, Armin Schild, ha detto che un'eventuale operazione con la Fiat creerebbe "grandi problemi" per lo stesso gruppo italiano. E oggi ha ribadito il suo 'no' a Marchionne anche il Comitato dei lavoratori della Opel, che da Bochum , dove si trova uno dei quattro impianti tedeschi, ha fatto sapere: la Fiat non può entrare nella Opel solo per usufruire delle garanzie statali "in modo da risolvere più facilmente i propri problemi". Secondo il presidente del Comitato di Bochum, Rainer Einenkel, inoltre, "se la Fiat vuole veramente entrare (nella Opel) solo con un miliardo di euro, questo è troppo poco per salvaguardare l'attività futura" della società. Le assicurazioni fornite da Marchionne le ha annunciate Guttenberg: il piano, che prevede garanzie statali a livello Ue per 5-7 miliardi di euro - ha detto - punta all'acquisizione della Opel senza nuovo indebitamento per la Fiat, passa per la ristrutturazione di uno solo dei quattro impianti (quello di Kaiserslautern) e si propone di mantenere lo storico marchio. Il concorrente più temibile è il gruppo austro-canadese Magna, che starebbe preparando un'offerta da cinque miliardi di euro insieme ad alcuni alleati per acquistare oltre il 50% della Opel. La Fiat, quindi, continua a trattare. E la cancelleria ci tiene a fare sapere che "il governo tedesco accoglie favorevolmente ogni possibile" investitore interessato alla Opel, "senza decisioni predefinite". ATS
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