
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha confermato la sentenza di un tribunale di appello che respingeva il ricorso di tre fondi pensione dell'Indiana contro la vendita della Chrysler alla Fiat. La sentenza del massimo tribunale degli Stati Uniti era ampiamente attesa e mette la parola fine al ricorso inoltrato da due fondi pensioni della pubblica amministrazione e da uno dei lavoratori del settore edile dello Stato del Midwest. I tre fondi avevano tentato di bloccare la vendita all'inizio dell'estate, sostenendo che non erano state rispettate le regole americane sulla bancarotta e che sarebbero stati penalizzati dall'operazione, giudicandola azzardata. Un primo ricorso, con procedura urgente, era stato respinto dalla stessa Corte Suprema il 9 giugno, e l'operazione Fiat-Chrysler, appoggiata dall'Amministrazione del presidente degli Stati Uniti Barack Obama andò in porto il giorno dopo, con l'uscita della casa di Detroit dall'amministrazione controllata e la nascita di una nuova entità, il Chrysler Group Llc, senza i 'rami secchi'. ATS
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