
Nel piano presentato dalla Fiat in Germania, secondo la stampa tedesca, sarebbe prevista la chiusura di due stabilimenti in Italia. "Le fabbriche italiane devono essere centrali", dice subito il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, in una lettera al presidente della Fiat Luca Cordero di Montezemolo e all'amministratore delegato Sergio Marchionne. Dura la reazione dei sindacati. Marchionne, che domani torna in Germania, continua le sue trattative ad ampio raggio con General Motors con l'obiettivo di entrare anche in Gm Sud America e Gm Sud Africa. "La Fiat è un'opzione, ce ne sono anche altre", spiega però in un'intervista a Bloomberg, Ray Young, chief executive di Gm, che proprio oggi ha diffuso i dati sul primo trimestre che parlano di perdite per 5,98 miliardi di dollari e vendite in calo del 47%. Per il "Wall Street Journal", il Lingotto potrebbe arrivare ad avere il controllo della attività europee e sud americane della casa di Detroit senza sborsare soldi. La contropartita sarebbe la concessione di una quota della nuova società che nascerebbe da Fiat Auto, la partecipazione in Chrysler e le attività sud americane ed europee di Gm, incluse Opel e Vauxhall. E Saab, verso cui proprio ieri Marchionne ha dichiarato interesse. Proprio qui nascerebbero le difficoltà: Gm punterebbe al 30%, mentre Marchionne vorrebbe concedere una quota inferiore al 10%. "Non si tratta di un'acquisizione di Gm Europa, ma di un matrimonio che ha l'obiettivo di dare vita a un protagonista europeo del settore auto", dice il vice presidente della Fiat John Elkann. ATS
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