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Economia
Fed verso taglio pil con Irma. Trump studia dopo Yellen
Redazione
9 anni fa

Harvey prima e Irma poi frenano la crescita americana, complicando i piani della Fed per il terzo rialzo dei tassi dell'anno. E soprattutto rendendo le scelte di Donald Trump per i vertici della banca centrale sempre piu' decisive, in particolare per Wall Street. Con quattro posti da riempire nel board e il presidente da nominare, la Fed si prepara a diventare 'trumpiana' e cosa questo possa significare per i mercati non e' ancora chiaro. Un'incertezza che si fa sentire sui listini e che pesa sul dollaro, ai minimi da 33 mesi e in calo ormai del 12% dall'inizio dell'anno. La corsa alla presidenza della Fed, che fino a qualche giorno fa sembrava delineata con Gary Cohn in pole position per il dopo Yellen, vede ora almeno sei candidati: l'ex governatore della Fed Kevin Warsh, l'economista dell'universita' Columbia Glenn Hubbart e il professore dell'universita' di Stanford John Taylor. Nella rosa dei papabili anche Lawrence Lindsey, ex consigliere economico di George W. Bush; Richard Davis, ex amministratore delegato di Bancorp, e John Allison, l'ex numero uno di BB&T. Di deciso non c'e' ancora nulla: il mandato di Janet Yellen scade il 3 febbraio e Trump ha ancora tempo per sciogliere le riserve. La repentina uscita del consigliere economico della Casa Bianca ed ex presidente di Goldman Sachs dalla rosa dei papabili per la Fed potrebbe anche aumentare le chance di una riconferma di Yellen. Gli osservatori, divisi sulle motivazioni, sono d'accordo su una cosa: Yellen il prossimo 4 febbraio non ci sarà. Alcuni sono convinti che Trump non abbia la minima intenzione di confermarla perché Yellen e' stata scelta dal suo predecessore Barack Obama. Altri sono convinti che anche se Trump dovesse offrirle un secondo mandato Yellen rifiuterebbe: senza l'alleato Stanley Fischer, che si è dimesso, Yellen si troverebbe in un board troppo di stampo trumpiano e troppo orientato a smantellare quelle regole per Wall Street, che la Fed cerca di 'conservare' gelosamente. In attesa di una schiarita sul fronte delle nomine, la Fed si trova davanti ad un quadro congiunturale complicato. La crescita ha preso slancio, ma l'inflazione resta al palo. Se l'avvio del processo di riduzione di bilancio appare scontato nella prossima riunione di settembre, sulle prossime mosse sui tassi c'è incertezza: l'atteso terzo rialzo del 2017 potrebbe saltare a causa degli uragani Harvey e Irma che peseranno sulla crescita. ''Rivedremo al ribasso le stime del terzo trimestre'' ammette il presidente della Fed di New York, William Dudley, osservando come gli uragani rischiano di avere un impatto sulla tempistica della nuova stretta. Per ulteriori indicazioni occorre attendere la prossima riunione di settembre.

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