
La ripresa economica è "in corso": l'attività sul mercato immobiliare statunitense sta aumentando con i prezzi che si sono stabilizzati. Anche i mercati finanziari si mostrano sostanzialmente positivi. Resta però il problema della disoccupazione che non dovrebbe ridursi in modo "apprezzabile" nel corso dei prossimi due anni. E' quanto emerge dai verbali della Fed relativi alla riunione del 22-23 settembre scorsi, in base ai quali i governatori della banca centrale si sono mostrati divisi in merito al programma di acquisto di mortgage-backed securities (mbs), con alcuni propensi ad aumentare gli acquisti in modo da sostenere più vigorosamente la ripresa, e altri convinti della necessità di rallentare il programma alla luce dei buoni segnali provenienti dall'economia. I membri del Fomc - si legge nei verbali - si sono detti d'accordo sul fatto che l'economia americana "crescerà fra la fine del 2009 e il 2010, ma un ritmo che dovrebbe far scendere solo sensibilmente il tasso di disoccupazione", previsto al 9,25% nel 2010 e all'8% nel 2011. In settembre il tasso di disoccupazione si è attestato al 9,8%, il livello più alto dal 1983: da quando la recessione è iniziata nel dicembre 2007 gli Usa hanno perso 7,2 milioni di posti di lavoro. Nel corso della riunione i membri del Fomc hanno osservato l'importanza di mantenere sotto controllo le aspettative di inflazione. Constatando miglioramenti sul mercato immobiliare, una stabilizzazione dei consumi e una ripresa economica fuori dagli Stati Uniti, la Fed ha rivisto al rialzo le proprie stime di crescita, mettendo comunque in guardia sul fatto che la ripresa sarà in ogni caso lenta. "Nonostante fattori positivi, molti partecipanti hanno osservato che la ripresa sarà lenta" a causa della disoccupazione e dei consumi ridotti. "Il credito da parte delle banche resta difficile e costoso per molti consumatori e ci si attende che queste condizioni miglioreranno solo gradualmente". Il pil americano - secondo le stime degli analisti - dovrebbe crescere del 3,2% nel terzo trimestre 2009, per poi segnare un +2,4% negli ultimi tre mesi dell'anno. A settembre le vendite al dettaglio negli Usa sono scese dell'1,5%, in seguito all'esaurimento degli incentivi alla rottamazione dell'auto. ATS
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