
La Fed si prepara a ritirare le misure messe in campo durante la crisi, forse già in settembre. Mantenendo i tassi fermi in una forchetta fra l'1% e l'1,25%, la banca centrale americana ha annunciato che ''presto'' inizierà la riduzione del bilancio, esploso con la crisi a 4500 miliardi di dollari. Parole che appesantiscono il dollaro in calo nei confronti delle maggiori valute, con l'euro che è salito a 1,1723 nei confronti del biglietto verde. Wall Street ha reagito muta all'annuncio, mantenendo i guadagni di avvio seduta e ha chiuso aggiornando i propri record storici spinta dalle trimestrali sopra le attese. Gli analisti si attendono che il processo di riduzione del bilancio possa iniziare già in settembre, anche se resta l'incognita dell'inflazione. I prezzi restano infatti sotto l'obiettivo del 2% e se non mostreranno segnali di rialzo potrebbero alimentare il coro delle "colombe" all'interno della Fed per rivedere i piani e posticipare eventuali misure di ridimensionamento del bilancio. ''La Fed prevede di iniziare il programma di normalizzazione del bilancio relativamente presto, a patto che l'economia proceda come previsto'', ha affermato la banca centrale americana, constatando che la ripresa procede con il mercato del lavoro che si rafforza. Il piano di riduzione del bilancio potrebbe non essere interamente eseguito dal presidente della Fed Janet Yellen. Donald Trump, in un'intervista al Wall Street Journal, ha ammesso che ci sono altri papabili candidati alla guida della banca centrale americana quando il mandato di Yellen scadrà nel febbraio 2018. In corsa - afferma il presidente americano - c'è anche Gary Cohn, consigliere economico della Casa Bianca ed ex presidente di Goldman Sachs. Secondo alcuni osservatori, Cohn sarebbe un profilo adatto per la riduzione del bilancio della Fed conoscendo perfettamente il mercato e le sue reazioni. ''È ancora presto per una decisione'' dice Trump. Il mercato resta alla finestra in attesa di ulteriori dettagli.
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