
L'Indice dei prezzi alimentari della Fao ha registrato nel mese di ottobre una media di 172,6 punti, salendo dello 0,7% rispetto al mese precedente e del 9,1% rispetto allo scorso anno, con l'indice dei cereali di base in aumento per la prima volta in tre mesi. Lo rende noto l'Agenzia dell'Onu sottolineando che l'incremento registrato nel mese di ottobre è stato trainato principalmente dall'impennata dei prezzi dello zucchero e dei prodotti lattiero-caseari. L'Indice Fao dei prezzi dello zucchero è salito del 3,4% a seguito di notizie circa possibili cali di produzione nella regione Centro meridionale del Brasile e nello stato del Maharashtra in India. L'Indice Fao dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari è salito rispetto a settembre del 3,9%, guidato dall'aumento dei prezzi del formaggio e, in particolare, del burro, a seguito della sostenuta domanda interna nell'Unione europea, dopo un periodo durante il quale le scorte si erano abbassate. Al contrario, l'Indice Fao dei prezzi degli oli è diminuito del 2,4% rispetto al mese di settembre, in gran parte dovuto alle quotazioni più deboli dell'olio di palma come conseguenza del ristagno della domanda d'importazioni a livello globale. L'indice Fao dei prezzi della carne è sceso, calando dell'1,0% nel mese di ottobre, in gran parte determinato da una domanda debole di carni suine europee da parte degli importatori cinesi. Infine, il dato aggiornato, pubblicato oggi nell'ultimo Bollettino Fao sull'offerta e la domanda di cereali (Cereal Supply and Demand Brief), riflette un sostanziale miglioramento delle prospettive per la produzione mondiale di grano, che ora dovrebbe salire a 746,7 milioni di tonnellate, un aumento di 4,3 milioni di tonnellate rispetto alle previsioni della stessa Fao per il mese di ottobre.
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