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Economia
Fallimenti: nel primo semestre chiude un numero record di imprese
Redazione
17 anni fa

La crisi economica costringe sempre più aziende svizzere a chiudere i battenti. Nel primo semestre 2009 sono fallite 2455 imprese: si tratta del dato più elevato degli ultimi dieci anni, che segna una progressione del 32% rispetto al 2008. Particolarmente grave appare la situazione nei mesi di maggio e giugno, che su base annua presentano tassi di crescita delle bancarotte rispettivamente del 51 e del 70%, ha indicato oggi la società di informazioni economiche Dun and Bradstreet (D&B) . Anche il futuro appare cupo: secondo gli autori del rapporto i dati presentati oggi sono da considerare solo un assaggio di una "alta stagione" dei fallimenti, che è prevista in autunno e in inverno: allora la crisi colpirà in modo marcato il commercio al dettaglio, la ristorazione e gli artigiani. Questi settori avevano finora approfittato della tenuta dei consumi privati, ma quando la gente spenderà meno anche le aziende locali percepiranno gli effetti negativi della recessione. Secondo D&B l'industria d'esportazione e la finanza hanno per contro già raggiunto il punto più doloroso della crisi: nel primo semestre si segnala per esempio un netto aumento dei fallimenti delle holding e delle società di investimento, delle imprese che fabbricano orologi e strumenti di precisione e dell'industria delle macchine. Pure sotto pressione sono i servizi, con diverse società di intermediazione di personale e di consulenza aziendale costrette a depositare i bilanci. Nel campo della finanza D&B prevede che le bancarotte rimarranno allo stesso elevato livello di quelle dei primi sei mesi, ma senza registrare un aumento. Per l'insieme dell'anno è atteso un numero record di 5100 fallimenti, contro i circa 4000 del 2008. Il rapporto esteso da D&B, che si basa sulle pubblicazioni del Foglio ufficiale svizzero di commercio, presenta però anche qualche spiraglio di bel tempo: da gennaio a fine giugno sono state create 17'220 nuove ditte, un dato inferiore del 10% rispetto a quello dello stesso periodo del 2008, ma nettamente superiore al numero dei fallimenti. ATS

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