
Brusca frenata per l'export orologiero elvetico, che in ottobre ha subito il calo più forte di quest'anno: il valore delle forniture si è attestato a 1,7 miliardi di franchi, con una contrazione del 16% su base annua. Sull'arco dei primi dieci mesi del 2016 la flessione è dell'11%, ha indicato stamane la Federazione dell'industria orologiera (FH), in concomitanza con i dati generali dell'esportazione pubblicati dall'Amministrazione federale delle dogane. Nel dettaglio, la diminuzione più marcata, pari al 22%, è stata subita dagli orologi di meno di 200 franchi. Nel segmento 200-500 il calo è stato del 15%, nel comparto 500-3000 del 14% e in quello degli articoli oltre i 3000 franchi del 16%. Fra questi ultimi la contrazione in volume è stata assai minore, del 10%, cosa che secondo FH illustra bene la diminuzione dei prezzi medi che è in corso da sei mesi. I passi indietro sono stati importanti sulla maggior parte dei mercati e la progressione di alcuni di essi non ha potuto influenzare il quadro complessivo. Hong Kong (-22%) ha registrato un calo due volte meno marcato rispetto a settembre, ma è ancora rimasto fortemente negativo. Gli Stati Uniti (-17%) hanno pure palesato una flessione significativa. Le esportazioni verso la Cina (+3%) hanno invece proseguito il loro recupero, che ha avuto inizio nel mese di luglio. Il Regno Unito (+9%) si è ancora una volta dimostrato il mercato più dinamico, continuando ad approfittare del crollo della sterlina dopo il voto sulla Brexit. Gli altri paesi europei e asiatici hanno registrato un forte calo, con l'eccezione della Corea del Sud (-1,2%), che dopo l'estate appare in ripresa.
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