
Prosegue anche nel 2013 l'ottimo momento dell'industria orologiera elvetica. In gennaio, l'export di orologi è cresciuto del 10,8% su un anno a quota 1,47 miliardi di franchi, indica una nota odierna della Federazione orologiera (FH). Secondo FH, anche in questo inizio d'anno il settore si è confermato estremamente dinamico, con ritmi di crescita "impressionanti", e ciò benché alcuni produttori di attendano una fase di consolidamento piuttosto che di espansione a due cifre. Il 2012 si era chiuso trionfalmente per il settore, con un export superiore ai 20 miliardi di franchi (+10,9% rispetto al 2011), una cifra mai raggiunta prima di allora. Tuttavia, la crescita nella seconda metà dell'anno aveva segnato un rallentamento, con addirittura un calo per i mesi di settembre e dicembre. Tra gli sbocchi più dinamici, nel gennaio scorso Hong Kong - primo mercato per l'orologeria - ha registrato una progressione su un anno del 9,4% a 313,5 milioni. La penisola assorbe un quinto dell'intera produzione globale esportata dalla Confederazione. Al secondo posto, per importanza, si piazzano gli Stati Uniti, che hanno accusato tuttavia una flessione del 7% a 145,4 milioni. In calo anche il mercato cinese - terzo sbocco: -9,9% a 108,3 milioni. La maggior parte degli altri mercati hanno registrato un incremento. La crescita in Europa è stata robusta, scrive FH, indicando un aumento del 46,4% verso la Germania, del 14,9% verso la Francia, del 26,4% verso l'Italia e del 35% verso il Regno Unito. L'Europa assorbe un quarto della produzione di orologi svizzeri, l'Asia oltre la metà (57%). ATS
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