
La giustizia americana ha incriminato altri quattro svizzeri sospettati di aver aiutato un numero imprecisato di contribuenti americani ad evadere il fisco. Tre di loro sono ex impiegati di "una banca elvetica" con sede a Zurigo, indica in una nota il Dipartimento americano della giustizia. L'istituto in questione, secondo una fonte governativa Usa è il Credit Suisse. Nel mirino della procura dello Stato della Virginia è finito in particolare l'ex direttore della divisione delle attività bancarie extraterritoriali nell'America del Nord, che avrebbe rilasciato false dichiarazioni alle autorità fiscali statunitensi. Secondo l'atto d'accusa avrebbe organizzato un sistema che permetteva ai clienti di strutturare i loro conti in modo tale che non superassero mai i 10mila dollari, la soglia al di là della quale scatta l'obbligo di segnalazione. Gli altri svizzeri incriminati sono una ex dirigente, un ex banchiere e il fondatore di una società fiduciaria. In totale avrebbero amministrato conti segreti per un totale di tre miliardi di dollari. I casi di frode avrebbero preso avvio già nel 1953, permettendo così a "due generazioni" di contribuenti di nascondere i loro averi al fisco USA. Il comunicato del dipartimento USA della giustizia non cita mai espressamente il Credit Suisse, ma una fonte governativa ha affermato all'agenzia Reuters che si tratta proprio di quell'istituto, il quale, a sua volta, si è limitato a dire che continuerà a collaborare con la giustizia americana. Già nello scorso febbraio altri quattro banchieri, di cui uno tuttora al servizio di Credit Suisse, erano stati accusati di complicità in evasione fiscale. ATS
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