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Economia
Ethos contraria ai coco bonds di Credit Suisse
Redazione
15 anni fa

Ethos intende mettere i bastoni fra le ruote a Credit Suisse in occasione dell'assemblea generale in programma il 29 aprile prossimo. La fondazione è contraria alla costituzione di un capitale condizionale del 42% di quello attuale attraverso l'emissione di coco bonds ("contingent convertible bonds") in quanto con questa operazione verrebbero rafforzate le attività commerciali della banca d'investimento. La fondazione si oppone al proseguimento di queste attività che "esigono fondi propri troppo importanti e comportano rischi non compatibili con gli interessi a lungo termine degli azionisti. Così l'emissione di coco bonds diventa superflua", ha comunicato oggi Ethos. La commissione di esperti, attiva su incarico del Consiglio federale, aveva raccomandato lo scorso autunno a UBS e Credit Suisse di rafforzare i loro fondi propri in modo ancora più massiccio rispetto a quanto richiesto da Basilea III. Credit Suisse ricorda di aver collaborato intensamente con l'Autorità di sorveglianza dei mercati finanziari (FINMA) e la Banca nazionale svizzera (BNS) per giungere a questa soluzione. "Il fatto che Ethos non sostenga questi sforzi per l'istituzione di un sistema finanziario stabile, è semplicemente incomprensibile", ha commentato l'istituto contattato dall'ATS. Oltre alla questione dei coco bonds, Ethos ha inoltre annunciato di opporsi ai rapporti di rimunerazione presentati da Credit Suisse e UBS. Malgrado i miglioramenti introdotti negli ultimi anni, le rimunerazioni variabili restano troppo elevate e non presentano limiti, osserva la fondazione. ATS

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