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Economia
Esportazioni chimica e industria farmaceutica in calo in novembre
Redazione
13 anni fa

Il commercio estero svizzero si è indebolito in novembre, in particolare a causa di un giorno lavorativo in meno rispetto allo stesso mese del 2012. Le esportazioni hanno registrato una contrazione del 3,1% in termini nominali a 18,08 miliardi di franchi. Il settore chimicofarmaceutico, pilastro dell'export elvetico, ha registrato un calo del 5,5%, il più consistente da due anni. Dal canto loro, le esportazioni orologiere novembrine confermano la consolidazione ad alto livello con solo un lievissimo calo dello 0,5% a 2,14 miliardi di franchi. In termini reali, ossia tenendo conto dell'inflazione, la contrazione delle esportazioni globali risulta del 3%, ha indicato oggi l'Amministrazione federale delle dogane (AFD). Tenendo invece conto dei giorni feriali, l'export è progredito dell'1,1%. Malgrado una crescita del 4,5% rispetto a ottobre, la tendenza resta segnata da una certa apatia, rileva l'AFD, ricordando la debolezza degli ultimi quattro mesi. Dal canto loro, le importazioni sono progredite dello 0,5% a 15,96 miliardi in termini nominali, ma diminuite del 2,7% in termini reali. Rispetto a ottobre sono aumentate del 6,5%, ciò che corrisponde al tasso di crescita più elevato di quest'anno e alla terza progressione in cinque mesi. Per il periodo da gennaio a novembre, le esportazioni rappresentano 186,5 miliardi di franchi, livello invariato rispetto ai primi undici mesi del 2012 in termini nominali, ma in calo dello 0,8% (dato reale). Nello stesso periodo, le importazioni hanno raggiunto 163 miliardi, in calo dello 0,4% (-2,4% reali). La bilancia commerciale continua dunque a essere positiva, per 2,1 miliardi in novembre e per 23,5 miliardi in undici mesi. Le esportazioni nei settori dell'industria della carta e delle arti grafiche sono diminuite del 6,9%. Nel principale ramo dell'export elvetico, l'industria chimicofarmaceutica, che ha raggiunto 7,06 miliardi di franchi, i "principi attivi" sono calati del 17,8% e i "medicamenti" del 3,7%. Secondo pilastro delle esportazioni svizzere, l'industria delle macchine e dell'elettronica, ha fatto segnare un calo del 4,6%. Le macchine per l'industria della carta e delle arti grafiche (-16,6%) e quelle per la lavorazione dei metalli (-12,6%) hanno sofferto. Al contrario, le macchine tessili (+18,2%) e motrici (+13,0%) hanno dato prova di dinamismo. In crescita pure la metallurgia (+2,9%) e l'industria delle materie plastiche (+7,3%). Oreficeria e gioielleria in novembre hanno fatto un balzo del 36,2% a 977 milioni di franchi. Dal canto suo l'orologeria ha fatto segnare un modestissimo calo (-0,5% in termini nominali) rispetto a novembre 2012: le esportazioni hanno raggiunto 2,14 miliardi di franchi. Le vendite all'estero di orologi avevano raggiunto un livello particolarmente elevato nel novembre 2012, ha indicato oggi la Federazione dell'industria orologiera svizzera (FH). Sarebbe stato sorprendente raggiungere un risultato migliore quest'anno, visto il giorno feriale in meno. Le esportazioni dell'orologeria sono cresciute in Europa occidentale, Medio Oriente, Africa e America del sud, ma diminuite nettamente in Cina (-26,8% a 126,6 milioni di franchi) e in modo marcato verso Hong Kong, primo mercato d'esportazione del settore (-6,5% a 396 milioni di franchi). La regressione in Cina si spiega con il rallentamento congiunturale nel Paese, che ha indotto i consumatori a orientarsi verso modelli meno cari. Le vendite verso gli Stati Uniti sono diminuite del 2,5% a 213,5 milioni di franchi. Tornando all'export complessivo, la domanda di prodotti elvetici è calata in tutti i continenti, ma in particolare in Oceania (-17,6%). Le vendite nell'Unione europea (Ue), principale mercato d'esportazione, sono diminuite del 3,4%. L'export è diminuito del 23% verso i Paesi Bassi, del 17% verso l'Italia in relazione all'industria farmaceutica e dell'8% verso la Germania. Gran Bretagna (+16%) e Francia (+13%) sono stati i mercati più dinamici. Le esportazioni verso l'America settentrionale sono regredite dell'1%, quelle verso l'America latina del 4%, con in particolare una diminuzione del 22% verso il Brasile. Globalmente le vendite verso l'Asia sono calate del 5%, con una progressione verso la Cina (+7%) e diminuzioni verso il Giappone (-19,4%) e Hong Kong (-9,7%). Nell'altra direzione, gli acquisti sono regrediti per prodotti di tutti i continenti ad eccezione dell'Asia (+10%) e dell'Unione europea (+1%). Le importazioni da Hong Kong (+79%) e Singapore (+45%) sono esplose, soprattutto nel settore dell'oreficeria. Grosse progressioni anche per prodotti provenienti da India (+15%) e Cina (+10%). L'America settentrionale ha fatto segnare un -7% mentre quella Latina, con un -41%, ha sofferto in particolare dell'andamento in Brasile e Messico.

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