
Si sono rivelati un flop, nel canton Lucerna, i cosiddetti contatori intelligenti, i rilevatori dei consumi elettrici che forniscono maggiori informazioni di quelli tradizionali: solo i clienti che si sono attivamente impegnati hanno potuto ridurre i consumi, nella misura del 3% (30 franchi all'anno in media), informa oggi la società elettrica CWC. Con il tempo molti invece hanno perso l'interesse per la questione. La filiale di Axpo aveva lanciato nel 2010 un progetto che prevedeva 1000 "smart meters" nel cantone: in 400 economie domestiche gli apparecchi erano stato introdotti su desiderio del proprietario, nelle altre 600 erano stati installati direttamente dai tecnici della CWC. I costi, pari a 400 franchi, erano stati assunti dall'azienda elettrica, visto che la disponibilità della clientela a pagare questa fattura veniva giudicata debole. Lucerna non è il solo cantone a cercare di puntare sulla tecnologia per realizzare la svolta energetica voluta dal Consiglio federale. Nel luglio scorso l'azienda elettrica di Zurigo (EKZ) - ricorda Tagesanzeiger.ch/Newsnet - aveva annunciato che, quale prima importante società del ramo della Svizzera, aveva previsto l'introduzione dei contatori intelligenti a tappeto. Alla NZZ i responsabili avevano spiegato che l'investimento complessivo sarebbe ammontato a circa 100 milioni di franchi. Già entro il 2015 era prevista la sostituzione di 50'000 contatori tradizionali, con costi per 13 milioni. Prima di decidere in tal senso la EKZ aveva effettuato un test con 1000 economie domestiche. I risultati si erano rivelati perfettamente in linea con quelli della CWC: il risparmio medio era stato di un modesto 3,2%. Ciò nonostante a livello federale si punta molto sugli "smart meters": vi è fra l'altro chi pensa di imporre la loro installazione a tutta la popolazione.
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