
EFG International, il gruppo bancario zurighese che l'anno scorso ha assorbito la luganese BSI, ha realizzato un utile netto di 46 milioni di franchi nel primo semestre, in calo del 27% rispetto allo stesso periodo del 2017.
Sul risultato hanno pesato i costi di integrazione, gli ammortamenti legati all'acquisizione di BSI e l'impatto del portafoglio di assicurazioni vita, spiega la società i un comunicato odierno. Al netto di questi effetti l'utile si è attestato a 129 milioni, in progressione del 31%.
"Abbiamo continuato a perseguire la nostra strategia ea bbiamo concentrato i nostri sforzi sull'ulteriore trasformazione delle nostre attività combinate, per migliorare la nostra posizione di mercato", spiega il CEO Giorgio Pradelli, citato nella nota.
Il risultato operativo si è ridotto del 12% a 570 milioni, a causa in particolare di una flessione dei proventi di commissione. Malgrado la diminuzione dei costi di oltre 34 milioni l'utile ante imposte si è contratto del 42% a 48 milioni.
Sono stati compiuti importanti progressi sul fronte delle sinergie dei costi, sottolinea la banca: in questo campo si è arrivati a 148 milioni e l'azienda si ritiene sulla strada giusta per raggiungere i 180 milioni previsti per quest'anno.
Alla fine di giugno l'istituto amministrava patrimoni per 142,7 miliardi, contro i 142,0 miliardi di fine dicembre. Il numero di posti di lavoro a tempo pieno è calato da 3666 a 3219.
Nella seconda parte del 2018 EFG punterà a concentrarsi sul programma di riduzione dei costi e a compiere ulteriori progressi nei mercati chiave.
I risultati presentati oggi sono inferiori alle previsioni degli analisti in relazione all'utile netto, ma battono le stime riguardo al risultato corretto dagli effetti straordinari.
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