
Nel settore edile cresce la tensione a causa dei cambiamenti legati ai pensionamenti anticipati. I primi lavoratori si sono detti a favore di uno sciopero in segno di protesta. Fra dieci giorni si terranno nuove trattative fra la Società svizzera degli impresari-costruttori (SSIC) e i sindacati. Con l'attuale sistema, in futuro il sistema del pensionamento anticipato si troverebbe in difficoltà finanziarie. Unia chiede dallo scorso autunno alla SSIC trattative dirette sulla problematica, ha dichiarato oggi all'ats il portavoce del sindacato Nico Lutz. Viene domandato un moderato aumento dei contributi per tutti e c'è la disponibilità a discutere delle prestazioni. Non sono solo i "babyboomer" a dover pagare, secondo l'organizzazione sindacale. Secondo la SSIC, già nel 2016 il sistema di pensionamento anticipato si è trovato in difficoltà finanziarie e ci sono state prime misure di risanamento, ma ora ne servono di nuove. L'organizzazione sostiene che i sindacati stanno facendo ostruzionismo e "impediscono l'attuazione di misure urgenti", si legge in un comunicato. Concretamente, la SSIC propone soluzioni flessibili, con possibili pensionamenti a 60 anni (come oggi) con una riduzione della rendita del 20%, ha spiegato il presidente centrale Gianluca Lardi. La seconda opzione sarebbe un aumento dell'età pensionabile a 62 anni, senza calo della rendita. Lutz che già ora, con una media di 4'500 franchi mensili, le rendite sono così basse che non si possono tagliare. Inoltre, aumentare l'età pensionabile non avrebbe senso, poiché già a 60 anni nel settore la maggioranza non è più in grado di lavorare.
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