
Il round negoziale di oggi tra la Società Svizzera degli Impresari Costruttori (SSIC) e i sindacati Unia e Syna è terminato con un nulla di fatto. Secondo le organizazzioni dei lavoratori, il fallimento è dovuto alle nuove richieste padronali. Da parte sua la SSIC ha indicato che i negoziati con i sindacati "non offrono alcuna prospettiva". L'associazione ha proposto quindi una mediazione. In una nota congiunta diramata in serata, i due sindacati rilevano che la SSIC non è disposta ad intavolare trattative serie, impedendo così una rapida soluzione del conflitto in corso nell'edilizia. La proposta della SSIC di chiedere la mediazione di terzi giunge troppo presto. I sindacati sono disposti a tornare in qualsiasi momento al tavolo negoziale, si legge nella nota. Da parte sua la SSIC ha indicato in una nota che i negoziati con i sindacati "non offrono alcuna prospettiva". I sindacati non avrebbero tenuto in considerazione le discussioni preliminari svolte prima dell'incontro odierno e di aver anzi posto oggi nuove condizioni. La SSIC è dell'opinione che in queste condizioni nuovi negoziati non abbiano alcun senso. L'associazione propone quindi una mediazione e lascia tre giorni di tempo ai sindacati per rispondere. Se non si faranno vivi, la SSIC si rivolgerà in maniera unilaterale alle istanze di conciliazione per le questioni del lavoro della Confederazione. I sindacati sollecitano il rinnovo del contratto nazionale mantello nell'edilizia (CNM), che interessa oltre 80'000 lavoratori. Il settore principale della costruzione dal 1. ottobre è privo di contratto nazionale, dopo che la SSIC lo aveva disdetto lo scorso 23 maggio. ATS
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