
Più della metà dei 400 operai del cantiere Alptransit di Sedrun (GR) hanno firmato una petizione consegnata oggi alle tre aziende riunite nel consorzio Transco, responsabile del comparto nella località grigionese dello scavo della Nuova trasversale ferroviaria alpina (NTFA). I minatori - sostenuti dal sindacato Unia - rivendicano il rimborso di indennità giornaliere e migliori misure di protezione sul cantiere. Il documento, sottoscritto da 264 operai, è stato consegnato oggi a Zurigo, Zugo e Bellinzona, località in cui hanno sede le tre società del consorzio, guidato da Implenia. In quest'occasione Unia ha anche organizzato tre conferenze stampa contemporanee, nel corso delle quali ha illustrato le richieste dei minatori. Essi chiedono un'indennità giornaliera di spostamento di 43 franchi al giorno con effetto retroattivo allo scorso primo gennaio, il rimborso del tempo di viaggio dalla stazione di partenza fino al fondo della galleria - a 400 metri di profondità - nonché una maggiore protezione sul luogo di lavoro. In particolare mirano a una migliore areazione dei condotti, nei quali l'aria si fa irrespirabile dopo ogni esplosione. "Il consorzio ha tempo fino a lunedì 19 novembre per rispondere positivamente alle richieste - hanno affermato i sindacalisti -, altrimenti si ricorrerà allo sciopero". Unia sottolinea che il consorzio Transco è l'unico a non rispettare le condizioni, peraltro in vigore su tutti gli altri cantieri Alptransit. A Sedrun il conflitto tra gli operai e le tre aziende dura da tempo: ora il sindacato invita il consorzio a sedersi al tavolo delle trattative. Finora ogni richiesta in questo senso è caduta nel vuoto. ATS
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