
È finita la crisi contrattuale che si protraeva da quasi un anno nell'edilizia: dopo i sindacati anche la Società Svizzera degli Impresari Costruttori (SSIC) ha approvato oggi in assemblea a Berna, con 96 voti contro 2, il secondo compromesso raggiunto lo scorso 14 aprile fra le parti. Lo ha detto all'ATS Martin Fehle, vicedirettore della SSIC. Il nuovo contratto collettivo di lavoro nazionale, valido fino alla fine del 2010, potrà così entrare in vigore il primo maggio, festa del lavoro, dopo un vuoto di sette mesi. In una nota la SSIC parla di "chiari miglioramenti" rispetto al primo compromesso rifiutato in gennaio. La bocciatura padronale riguardava allora due aspetti principali: la compensazione delle ore perse per intemperie, guasti tecnici o mancanza di lavoro (per cui gli imprenditori edili chiedevano maggiore flessibilità) e il fondo paritetico per la formazione e l'esecuzione del contratto (Parifonds, considerato troppo a favore dei lavoratori). Per quanto concerne il tempo di lavoro, l'accordo tra SSIC e i sindacati prevede che per perdite fino a un massimo di dieci ore di lavoro mensili non saranno necessari adeguamenti al calendario. Le parti hanno inoltre deciso di istituire una commissione speciale paritetica che seguirà l'attuazione della nuova regolamentazione. Sul Parifonds è stato concordato che a partire dal primo luglio prossimo sarà posto nuovamente in vigore il fondo d'esecuzione. Inoltre il fondo padronale per la formazione sarà mantenuto ancora per un periodo transitorio fino al massimo al 31 marzo 2010, poi sarà posto sotto gestione paritetica. Il periodo transitorio servirà alla parti sociali per negoziare "necessari adeguamenti". Fra i principali elementi del nuovo "Contratto nazionale mantello" (CNM) figura un aumento dei salari di base del 3%. L'adeguamento generale ammonta a 100 franchi al mese, cui si aggiunge uno 0,5% su base individuale. Grazie alle granzie offerte dal nuovo contratto collettivo nazionale, la SSIC si aspetta ora dai sindacati un chiaro sì al proseguimento del regime di libera circolazione delle persone, con l'inclusione anche di Romania e Bulgaria. Sabato a Berna, i 150 delegati della Conferenza della costruzione dell'Unia avevano accettato ad amplissima maggioranza (solo quattro i no) l'accordo raggiunto con i rappresentanti padronali il 14 aprile grazie alla nuova mediazione di Jean-Luc Nordmann, ex responsabile della Direzione del lavoro alla Segreteria di Stato dell'economia (SECO). Il 24 aprile li aveva preceduti, all'unanimità, il Comitato del sindacato cristianosociale Syna. ATS
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