
Economiesuisse ha ritoccato verso l'alto i pronostici sull'andamento dell'economia svizzera nel 2013. La Federazione delle imprese svizzere si aspetta ora una crescita del prodotto interno lordo (Pil) dell'1%, contro lo 0,6% di dicembre. Il miglioramento delle prospettive poggia su una "robusta economia interna", sostenuta dall'immigrazione, dall'aumento dei salari reali, dal livello dei tassi di interesse e dalla stabilità dei prezzi, ha fatto sapere oggi l'organizzazione padronale. La domanda continua a indebolirsi sul mercato europeo, spiega economiesuisse. Verso la fine dell?anno scorso, la crisi dell'euro ha cominciato a far sentire i suoi effetti sulla crescita della Germania. Nel 2013, questo importante sbocco dell'industria svizzera d'esportazione inizia a lanciare segnali di debolezza e non sarà più in Europa la locomotiva congiunturale che è stata finora, spiega economiesuisse in una nota. La Germania non può più compensare assieme a Francia o Olanda la debolezza dei paesi del sud dell'Europa, di modo che la zona euro registrerà un nuovo anno di recessione, con una flessione dello 0,7%. Per contro, la domanda si rafforza negli Stati Uniti e rimane molto solida in Asia. Questo trasferimento dei centri di gravità mette alla prova gli esportatori svizzeri, la cui situazione è tuttavia alleviata da un certo miglioramento del tasso di cambio euro/franco, prosegue l'organizzazione che per il 2014 prevede un tasso di espansione dell'1,5%. L'anno venturo la crescita del mercato interno rallenterà, mentre l'industria d'esportazione dovrebbe di nuovo fornire un contributo decisivo all'andamento del Pil, sempre che la congiuntura europea si stabilizzi. Sul mercato interno, la creazione di posti di lavoro rallenterà rispetto a quest'anno e l'attività nel settore delle costruzioni registrerà una stagnazione a livelli elevati, scrive economiesuisse. La disoccupazione dovrebbe rimanere modesta, aggirandosi sul 3%. ATS
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