
Il Consiglio Ecofin ha approvato una nuova norma per prevenire l'evasione fiscale delle multinazionali: si tratta di un emendamento alla direttiva che regola il trattamento delle società sussidiarie rispetto alle case madri, e prevede una clausola "anti-abuso" per prevenire le interpretazioni scorrette della direttiva e garantire la coerenza della sua applicazione nei diversi Stati Ue. "Consentirà ai paesi di lottare meglio contro la programmazione fiscale aggressiva dei gruppi di società, assicurando una più corretta tassazione delle imprese nell'Unione europea", ha indicato il ministro italiano Pier Carlo Padoan Soddisfazione è stata espressa anche dal Commissario agli Affari economici e finanziari Pierre Moscovici, responsabile anche per il fisco, che ha definito la decisione del consiglio una "pietra miliare" che "apre un nuovo fronte nella nostra lotta contro l'evasione fiscale delle imprese". La direttiva sulle sussidiarie, adottata a novembre 2011, intende assicurare che i profitti realizzati da gruppi che operano in più Paesi non vengano tassati due volte e che tali gruppi non siano messi in una condizione svantaggiata rispetto a quelli domestici. A questo fine chiede quindi agli Stati di esentare dalla tassazione i profitti ricevuti dalle filiali in altri Stati. Nel 2013 la Commissione ha però richiesto la sua revisione e l'introduzione della norma anti-abusi per evitare che le multinazionali giochino con i propri profitti per aggirare il fisco. L'altro provvedimento approvato riguarda l'estensione a dividendi, interessi, rendite finanziarie e altri profitti dello scambio automatico di informazioni tra autorità fiscali. Il doppio scopo è prevenire che i contribuenti nascondano capitali tassabili all'estero e migliorare l'efficienza della riscossione. "L'adozione della direttiva rivista sulla cooperazione amministrativa è un passo cruciale nella lotta all'evasione", ha detto il ministro Pier Carlo Padoan, presidente del Consiglio Ecofin., precisando che "segna la fine del segreto bancario"
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