
Braccio di ferro tra Bruxelles e Parigi sul fronte dei conti pubblici. Mentre il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia, si appresta a chiedere alla Francia di partire col risanamento nel 2010 e riportare il deficit sotto il 3% entro il 2013 (nel 2009 sarà oltre l'8%), il ministro delle Finanze francese, Christine Lagarde, insiste per il 2014. Sottolineando "la necessità di un ritorno all'equilibrio delle finanze pubbliche che sia realistico e credibile". Teatro del serrato confronto è il tavolo dei ministri finanziari della Ue riuniti nella capitale belga. Almunia e Lagarde - che oggi partecipano al consiglio Ecofin - si sono incontrati anche ieri sera a margine dei lavori dell'Eurogruppo. Il commissario Ue - che domani presenterà ufficialmente le raccomandazioni per i Paesi che finiranno in deficit eccessivo nel 2009 - ha spiegato come nel caso della Francia si aggiunge anche un nuovo elemento da valutare: il progetto di maxi prestito fortemente voluto dalla presidenza della Repubblica per finanziare investimenti strategici (si parla di una cifra tra i 25 e i 50 miliardi di euro). "E' evidente - ha detto Almunia - che per la Francia non si tratta più di valutare solo le prospettive di politica di bilancio e i risultati in termini di deficit e di debito sulla base della finanziaria 2010, ma anche dell'impatto del previsto mega-prestito". Lagarde si è però detta "sorpresa" di ciò, sottolineando come "non sono ancora definiti né la taglia, né le finalità, né la gestione di questa operazione". Ha ribadito quindi come "il principio del Patto Ue di stabilità e di crescita riformato è quello di prendere in considerazione per il ritorno a un equilibro dei conti delle circostanze eccezionali dovute alla recessione". "Se non è eccezionale l'attuale recessione - ha detto polemicamente il ministro francese - allora che cosa lo è: un bombardamento nucleare?". Se Parigi fa resistenza, Berlino si è detta pienamente d'accordo col piano di rientro del deficit messo a punto da Bruxelles. Almunia per la Germania prevede un disavanzo pubblico intorno al 5% nel 2010, che dovrà essere riportato sotto il 3% entro il 2013. Partendo, però, col risanamento un anno più tardi rispetto a Parigi, nel 2011. "Ridurre il deficit tra il 2011 e il 2013 corrisponde esattamente ai nostri piani", ha detto il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schauble, a margine dei lavori del consiglio Ecofin. Resta il dubbio sull'impatto che avrà sulle finanze pubbliche tedesche il piano di sgravi fiscali per circa 24 miliardi di euro, a vantaggio soprattutto delle imprese, annunciato di recente da Berlino. Almunia, al termine dell'Eurogruppo, ha comunque difeso la strategia di uscita dai deficit eccessivi che domani verrà adottata dalla Commissione Ue, garantendo un "trattamento equo" per tutti i Paesi. Ognuno con la sua scadenza per il rientro dei disavanzi fissata in base a una vasta gamma di valutazioni: da quella sulla situazione economica e le sue prospettive, a quella sulla sostenibilità di lungo periodo delle finanze pubbliche, a quelle sul costo del debito pubblico, sul rating e sugli spread. ATS
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