
Sergio Ermotti, CEO dimissionario di UBS, diventerà presidente del Consiglio di amministrazione (Cda) di Swiss Re. Il riassicuratore ha annunciato oggi che proporrà il suo nome per l'elezione al Cda in occasione della prossima assemblea generale, in agenda il 17 aprile. Nel 2021 succederà a Walter Kielholz alla testa dell'organo di vigilanza.
Ermotti dovrebbe figurare quale nuovo membro non esecutivo e indipendente del Cda per un mandato di un anno. Sarà poi nominato al posto di Kielholz in occasione dell'assemblea generale del 2021, si legge in una nota odierna. Kielholz è presidente del Cda di Swiss Re dal 2009 e membro del Cda dal 1998.
"L'elezione di Sergio Ermotti garantirà una transizione agevole quando andrò in pensione al termine dell'assemblea generale del 2021 e non vedo l'ora di lavorare a stretto contatto con lui", ha detto Walter Kielholz, citato nel comunicato stampa.
Nel corso di una conferenza stampa telefonica, Kielholz, 69 anni, ha negato che dietro alla sua partenza ci sia la pressione degli azionisti e ricordato che è abituale lasciare Swiss Re a 70 anni.
Nell'aprile del 2018, alla vigilia dell'assemblea generale di Swiss Re, l'associazione di azionisti per un'economia sostenibile Actares, battendosi per una limitazione della durata dei mandati degli amministratori, aveva chiesto volti nuovi alla testa di Swiss Re. L'organizzazione si era rifiutata di votare a favore della rielezione di Kielholz.
La nomina di Ermotti si iscrive anche nell'ondata di rinnovi degli organi dirigenti nel settore finanziario elvetico. In poco tempo, diversi pesi massimi hanno annunciato cambiamenti.
Ermotti aveva annunciato le sue dimissioni dalla testa di UBS - per fine ottobre - poco meno di due settimane fa. Diversi media avevano ipotizzato che avrebbe sostituito il presidente del Cda di UBS Axel Weber. Al posto del ticinese è stato scelto Ralph Hamers, a capo dell'olandese ING.
Due settimane prima, Credit Suisse aveva annunciato la partenza del CEO Tidjane Thiam. Il franco-ivoriano, alla guida della banca dalla metà del 2015, è stato travolto dalla vicenda della filatura di Iqbal Khan, dimessosi nel luglio 2019 dalla carica di responsabile della gestione patrimoniale internazionale della banca, prima di essere assunto il mese successivo dalla rivale UBS.
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