
L'Argentina ha risposto alla "dichiarazione di censura" trasmessagli ieri dal Fondo Monetario Internazionale (Fmi) chiedendo una riunione straordinaria del Consiglio di Governatori dell'organismo, e sostenendo che la decisione dimostra l'esistenza di un "trattamento diseguale e di un doppio standard" a danni del paese sudamericano. Ieri il consiglio direttivo dell'Fmi ha trasmesso una "dichiarazione di censura" alle autorità di Buenos Aires a causa dei dati ufficiali in materia inflazione e crescita economica forniti dal paese sudamericano, ed esigendo loro un rapida correzione delle loro "inesattezze", entro la fine del 2013. È la prima volta nella sua storia che il Fondo, creato nel 1950, decide di emettere una "dichiarazione di censura" contro un Paese membro, primo passo di un percorso di sanzione che, nel peggiore dei casi, può sfociare nella sua espulsione. Ieri notte, il ministero argentino dell'Economia ha reagito con un comunicato nel quale chiede che si convochi "una riunione del Consiglio di Governatori dell'Fmi, perchè esamini la politica dell'organismo verso il nostro paese e la sua parte nell'origine della crisi economica e finanziaria mondiale". "Una presa di posizione di questo tipo riguardo l'Argentina costituisce non solo un nuovo errore dell'Fmi ma anche un chiaro esempio del trattamento diseguale e del doppio standard che applica questo organismo nei suoi rapporti con alcuni paesi membri", si legge nella nota. Il governo di Buenos Aires sottolinea che "questo è lo stesso Fmi che dimostra invece essere compiacente con dichiarazioni inesatte di dati e con politiche fallimentari che hanno portato alla crisi globale, un Fmi che anche essendo conscio che le sue ricette non funzionano non si pente di averle ordinato". "Curiosamente, Argentina è lo stesso paese che durante gli anni '90 lo stesso Fondo ha presentato come il miglior esempio di modello economico, modello che ha portato alla più grave crisi istituzionale ed economica nella storia del nostro paese", aggiunge il comunicato del ministero dell'Economa. ATS
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