
Nell'economia privata svizzera, le donne guadagnano in media quasi il 24% in meno rispetto agli uomini. Negli ultimi anni le differenze tra i salari sono tuttavia calate in modo leggero ma costante. In Ticino si registra il più alto tasso di discriminazione salariale delle donne in Svizzera. Il divario medio tra i salari dei due sessi è calato tra il 1998 e il 2006 dal 25,9% al 23,7%, indica un'analisi effettuata dall'Ufficio di ricerche in politica del lavoro e politica sociale (BASS) e dall'Università di Berna su incarico dell'Ufficio federale di statistica (UST) e dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU). Circa il 60% delle differenze di stipendio medie tra i sessi sono duvute al fatto che le donne sono sottorappresentate nei quadri e nei posti di lavoro più esigenti. Esse sono attive soprattutto nei settori a bassa remunerazione e hanno in parte una formazione e un'esperienza professionale minori rispetto agli uomini, sostengono i ricercatori. Il rimanente 40% dei divari può invece essere considerato una discriminazione salariale. Anche quest'ultima è tuttavia sensibilmente diminuita negli ultimi dieci anni: se nel 1998 le donne guadagnavano a parità di condizioni il 10,6% in meno rispetto ai loro colleghi maschi, nel 2006 questa differenza è calata al 9,1%. I dati variano di regione in regione: a far bella figura sono in particolare la zona del Lago di Ginevra, dove la discriminazione salariale delle donne si attesta "solo" al 7,8%, e il canton Zurigo (8,7%). Fanalino di coda invece il Ticino, dove le donne guadagnano il 13,2% in meno degli uomini a causa della discriminazione, seguito dalla Svizzera orientale (12,2%). Sempre in Ticino, la parte dei salari femminili considerata discriminazione è addirittura aumentata tra il 2002 e il 2006 (+0,6%), nonostante nel cantone le differenze salariali tra i sessi siano complessivamente calate, sottolinea lo studio. ATS
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