
La Svizzera teme che l'Ue si avvii verso una regolamentazione protezionistica in materia finanziaria. Tale preoccupazione è stata espressa oggi a Bruxelles dal Consigliere federale Didier Burkhalter durante un incontro informale tra i ministri delle finanze e dell'economia dell'Unione (ECOFIN) con gli omologhi dell'Associazione europea di libero scambio (Aels), di cui la Svizzera fa parte. Tema dell'incontro odierno a livello ministeriale tra Ue e Aels, che si tiene annualmente in novembre, era la crescita e la regolamentazione dei mercati finanziari. I timori elvetici sono focalizzati sul progetto di direttiva europea MiFid II, con cui si intende rafforzare la protezione degli investitori nei Paesi del Vecchio continente. "Questo testo potrebbe penalizzare eccessivamente i prestatori di servizi finanziari che operano da Stati terzi", ha sostenuto il Consigliere federale dopo l'incontro. Stando a Burkhalter, piccole ditte attive nell'Ue alla ricerca di prestiti potrebbero vedersi negato l'accesso a società disposte a concedere denaro site fuori dallo spazio Ue. Per il Consigliere federale, è giusto rafforzare la protezione degli investitori, ma bisogna evitare gli eccessi che potrebbero nuocere alla crescita, anche all'interno dell'Unione. Vista da Berna, una regolamentazione troppo rigida in materia da parte di Bruxelles assomiglia molto a una forma mascherata di protezionismo. Tuttavia, non tutto è perduto, ha aggiunto il ministro spiegando che il commissario europeo al mercato interno Michel Barnier sarebbe disposto a discutere una soluzione che riconoscerebbe alla legislazione svizzera in materia l'equivalenza con quella comunitaria. "Ciò ci metterebbe al riparo da discriminazioni", ha affermato il responsabile degli affari esteri che, per l'occasione, sostituiva la responsabile delle finanze, la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, trattenuta a Berna per partecipare a due commissioni parlamentari. ATS
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