
Dopo un anno di regime transitorio, dal primo marzo prossimo diventerà tassativo in Svizzera l'obbligo di dichiarazione per pellicce e prodotti di pellicceria. I commercianti non sembrano però avere fretta nell'applicare le nuove norme e nell'informare i clienti in modo preciso, indica un'inchiesta della Protezione Svizzera degli animali (PSA) . La nuova ordinanza sulla dichiarazione delle pellicce era entrata in vigore il primo marzo 2013 e consentiva un periodo di adattamento di un anno. Gli animalisti hanno controllato poco prima dello scadere del termine più di 90 commercianti di pellicce in sette città svizzere (nessuna ticinese) con un "risultato sconsolante", ha comunicato oggi la PSA. Circa l'86% degli articoli verrebbero dichiarati in modo scorretto e incompleto o non verrebbero annunciati del tutto. Solamente in 13 negozi i prodotti verrebbero dichiarati in modo completo, ovvero con indicazioni sull'origine del prodotto, sulla specie animale e sul modo di ottenimento del pelame. Anche i colloqui con il personale di vendita sono stati insoddisfacenti, secondo la PSA. Alle domande relative al tipo di prodotto e alla loro origine solo il 21% degli interrogati ha saputo rispondere in modo competente. Il 50% è riuscito perlomeno a denominare la specie animale da cui è stato ottenuto il pelame. Stando alla PSA, la dichiarazione dei prodotti in pellicceria sarebbe ancora un "cantiere" aperto e la situazione andrebbe migliorata, rivendicano gli animalisti. Anche le autorità dovrebbero impegnarsi a punire eventuali contravvenzioni con delle multe.
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