
La sconfitta dell'amministrazione Trump nella controversia sulla sua aggressiva politica doganale dinanzi alla Corte Suprema degli Stati Uniti non significa ancora che sia stata ottenuta una vittoria. È quanto scrive oggi l'associazione del comparto metalmeccanico ed elettrotecnico elvetico (Swissmem) in una dichiarazione rilasciata dopo la notizia della decisione della Corte.
«Dal punto di vista dell'industria svizzera delle esportazioni, si tratta di una decisione positiva. I dazi elevati hanno danneggiato gravemente l'industria tecnologica», scrive l'associazione. «Ma con la sentenza odierna non è ancora stata vinta alcuna battaglia».
Swissmem teme infatti che l'amministrazione Trump ricorrerà ad altre leggi per legittimare i dazi doganali. Nonostante la sentenza, la Svizzera farebbe quindi bene a trasformare l'accordo concluso con gli Stati Uniti in un trattato giuridicamente vincolante.
A questo proposito, il 14 gennaio il Consiglio federale ha approvato il mandato negoziale definitivo per un accordo commerciale con gli Stati Uniti.
Swissmem stima che solo nel quarto trimestre dello scorso anno l'industria tecnologica svizzera abbia perso il 18% delle esportazioni verso gli Stati Uniti. E i dazi doganali pagati dal settore ammonterebbero, secondo una stima approssimativa, a quasi 800 milioni di dollari.
Economiesuisse prende tempo
Economiesuisse mantiene per il momento una posizione cauta sulla decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti relativa ai dazi. «Economiesuisse prende atto della decisione della Corte Suprema e analizzerà sia questa che la reazione dell'amministrazione americana», ha dichiarato un portavoce su richiesta dell'agenzia di notizie finanziarie AWP.

