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Economia
David Cameron blocca l'UE
Redazione
15 anni fa
Il Premier inglese ha ribadito il suo NO alla Tobin Tax a meno che non venga applicata a livello mondiale

Aveva detto che la sua priorità, per quanto riguarda il suo rapporto con l'Europa, era proteggere gli interessi della City, ed è proprio questo che David Cameron sta facendo. Dopo il no al trattato il mese scorso a Bruxelles, il premier britannico oggi si è distanziato ancora di più da Francia e Germania dicendosi pronto a bloccare una Tobin Tax europea. Se la tassa venisse introdotta, sarebbe infatti da Londra, il più importante polo finanziario europeo, che la maggior parte dei prelievi verrebbe effettuata. In un'intervista con la Bbc, Cameron ha dichiarato: “L'idea di una nuova tassa europea quando quella tassa non verrà introdotta altrove non credo abbia senso e perciò la bloccherà. Una tassa soltanto in Europa, ha detto Cameron, rischia di compromettere la ripresa economica ed i posti di lavoro nel continente e ha quindi aggiunto: “A meno che tutto il mondo si metta d'accordo nello stesso momento ad introdurre una sorta di tassa, noi non lo faremo”. Le tasse a livello europeo devono essere approvate da tutti e 27 gli stati membri ed il no della Gran Bretagna metterebbe dunque fine all'idea di una tassa sulle transazioni finanziarie in tutto il continente.

I numeri della City

La City di Londra è il cuore pulsante della Gran Bretagna. Ospita la principale Borsa in Europa, è il più grande mercato valutario al mondo e la maggiore piazza per i derivati sui tassi d'interesse con ricavi di 1.400 miliardi di dollari al giorno, pari al 46% del totale generato a livello globale, secondo i dati della Banca per i Regolamenti Internazionali. Con New York, la City è senza dubbio la capitale finanziaria del pianeta. È conosciuta anche come Miglio Quadrato perché copre un'area di poco più di uno 'square mile’ (1.12 sq mi/2.90 km2). Ospita oltre 500 banche, di cui circa la metà straniere, e centinaia di società finanziarie. Ogni giorno oltre 300.000 pendolari provenienti da ogni sobborgo dell'immensa metropoli londinese si riversano in questo fazzoletto di terra, situato ad est del West End, per lavoro. Di questi, secondo dati ufficiali, 288.000 operano nel settore finanziario. Una cifra impressionante considerando che in tutta la Gran Bretagna sono poco più di un milione le persone che lavorano nel comparto finanziario. Rappresenta il 10% del prodotto interno lordo britannico e se dovesse passare la linea franco-tedesca sull'applicazione di una tassa europea sulle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin Tax, la City da sola fornirebbe un gettito fiscale di 40 miliardi di euro sui 57 che ne genererebbe l'intera Europa, in base alle stime della Corporation of London, l'ente di governo del 'Miglio Quadrato’. Come ha sottolineato un banchiere, “per la Gran Bretagna la City è come il petrolio del Mare del Nord”.ATS

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